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FAO: aumentano i prezzi dei generi alimentari

di Claudia Bartoli

L’Indice FAO dei prezzi dei prodotti alimentari ha registrato, alla fine del 2021, un preoccupante aumento dei prezzi di alcuni alimenti.

La crescita della domanda ha portato con sé un aumento dei prezzi di alcuni prodotti alimentari. Lo dice l’indice FAO che ha riscontrato, alla fine dello scorso anno, un trend al rialzo dei prezzi di grano, latte e prodotti caseari. La stima preoccupa, dato che la FAO afferma che con la conclusione del penultimo mese del 2021 la crescita dei prezzi alimentari segue una curva che non accenna a decrescere; la situazione si protraeva dai mesi precedenti e sembra destinata a durare ancora. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura ha rilevato che, rispetto al valore di novembre 2020, l’indice, che rileva le variazioni mensili dei prezzi internazionali dei generi alimentari più comuni, è risultato più alto del 27,3 %. A trainare l’incremento della fine del 2021 sono stati degli alimenti in particolare: quelli lattiero-caseari. Si è, infatti, concretizzata una corsa all’approvvigionamento di questi generi alimentari (soprattutto burro e latte in polvere) dovuto al timore di un ulteriore innalzamento del loro prezzo.

Anche per ciò che concerne i cereali, il risultato non cambia: alla fine di novembre 2021 è stato registrato un incremento dei prezzi pari al + 3,1 % rispetto al mese precedente, (in crescita del 23,2 %, se paragonato ai livelli di un anno fa). Il rincaro, però, riguarda perlopiù il grano; i prezzi del mais, infatti, sono cresciuti di poco rispetto al periodo antecedente, mentre quelli del riso sono rimasti invariati. Controcorrente, invece, i prezzi degli oli vegetali e quello della carne, che ha subito una lieve inflessione negativa (-0,9 %); calo principalmente dovuto alla minore domanda di carne suina da parte della Cina. Il ribasso ha interessato anche la carne ovina mentre sono rimasti invariati i prezzi di pollame e manzo. Veramente preoccupante è, inoltre, la situazione in vari stati dell’Africa, dell’Asia, dell’America Latina e dei Caraibi dovuta alla scarsità produttiva di vegetali per via di gravi problemi climatici. Tra aumenti dei prezzi e crolli di produzione c’è anche una notizia positiva: il Bollettino FAO sull’offerta e la domanda dei cereali ha evidenziato, alla fine del 2021, una produzione mondiale di cereali pari a 2.791 milioni di tonnellate. Si tratterebbe di un nuovo record rispetto all’anno precedente.