Home News Cibo Germania e USA: dopo la carne è in arrivo anche il pesce sintetico

Germania e USA: dopo la carne è in arrivo anche il pesce sintetico

di Chiara Impiglia

Una startup produce per la prima volta in Europa pesce da cellule staminali e negli Usa c’è il primo sushi realizzato in laboratorio.

Se amate il pesce e mangereste sushi un giorno sì e l’altro pure, dovreste proprio sapere che i pesci sui fondali dei nostri mari e oceani sono sempre meno. Il ritmo e il modo in cui si svolge oggi la pesca sta portando all’esaurimento delle risorse ittiche e sta minacciando il benessere di molti ecosistemi. Finora, sono poche le aziende che si sono preoccupate di questo problema: da anni si cercano alternative sostenibili agli allevamenti e soluzioni per produrre carne coltivata in laboratorio, mentre, per quanto riguarda il pesce l’interesse è sempre minore.

Ma qualcosa sta cambiando. Nel 2020, in Germania, è nata la startup biotech Bluu Seafood che con una singola biopsia del pesce, una tantum (il pesce non deve essere ucciso), utilizza la tecnologia delle cellule staminali per sviluppare linee cellulari complete in un ambiente di laboratorio. Una volta creata la biomassa iniziale, utilizzando cellule immortalate di un vero pesce, la produzione è autosufficiente e non richiede più vero pesce o OGM (organismi geneticamente modificati). Mentre le cellule normali crescono di circa 20 volte e poi si fermano, le cellule immortalate continuano a raddoppiare senza fine. Per il momento, Bluu Seafood è riuscita a realizzare prodotti semplici come bastoncini e polpette di pesce, arricchendo le cellule di pesce coltivate con proteine vegetali in modo da ottimizzare il modo in cui si possono cucinare e la loro consistenza. Con la presentazione di questi prodotti, l’azienda avvierà anche il processo di approvazione della normativa per i mercati europeo, asiatico e americano e, se il progetto avrà successo, si concentrerà per ricreare anche salmone atlantico, trota iridea e carpa.

Per contrastare i problemi di produzione mondiale di pesce, che includono la pesca eccessiva, la contaminazione da metalli pesanti e plastica e la crudeltà, l’idea di produrre pesce in vitro non è venuta solo alla Bluu. Anche Wildtype, con sede a San Francisco, ha recentemente raccolto capitali per 100 milioni di dollari (tra gli investor anche Leonardo Di Caprio e Jeff Bezos) per sviluppare salmone coltivato di qualità sushi. Mentre CellMeat, in Corea del Sud, sta lavorando per realizzare gamberetti coltivati in laboratorio. Già lo scorso dicembre, Wildtype ha annunciato accordi di distribuzione con Snowfox, che gestisce una catena di sushi bar con 1.230 punti vendita negli Usa, e con Pokéworks, che gestisce 65 ristoranti di poke, per consentire ai clienti di provare il salmone coltivato da Wildtype una volta che le capacità di produzione dell’azienda avranno raggiunto la scala richiesta. È evidente che, dopo la carne, anche il pesce e i frutti di mare sintetici saranno un nuovo trend di mercato che guarda alla sostenibilità.