Home News Chef Gianfranco Vissani contro il reddito di cittadinanza: una vergogna

Gianfranco Vissani contro il reddito di cittadinanza: una vergogna

di Francesco Garbo

Il noto chef crede che il reddito di cittadinanza spetti a chi davvero ne ha bisogno, non ai più giovani che non hanno voglia di lavorare.

Gianfranco Vissani si scaglia contro il reddito di cittadinanza: “Una vergogna totale. Non si trova più personale in giro, educhiamo i nostri ragazzi al lavoro, al sacrificio, devono sporcarsi le mani.” Secondo il noto chef una delle cause della difficoltà di trovare personale nel mondo della ristorazione sta proprio nel reddito di cittadinanza, che permette a molti ragazzi di adagiarsi, disabituandoli così al sacrificio, all’impegno e alla dedizione: doti necessarie per chi voglia lavorare nella ristorazione.

Un reddito di cittadinanza che secondo Vissani spetta a chi davvero ne ha bisogno, non ai giovani che preferiscono un’entrata fissa, invece di lavorare. Questa una delle possibili chiavi della difficoltà nel trovare personale nel mondo della ristorazione: “Ai giovani che si avvicinano a questo lavoro auguro tanta fortuna, ma ci vogliono impegno e dedizione. Non si conoscono orari né feste.” Il pensiero di Vissani è rivolto anche a tutti coloro che si sentono grandi chef ma hanno pochissima esperienza su cui contare, necessaria invece per arrivare in alto. Colpa anche degli show televisivi, secondo lui, che mostrano il lato più bello della cucina, lasciando nascosto il lato che è fatto di sacrifici e duro lavoro.

Stiamo con i piedi per terra se vogliamo salvare le nostre radici, la nostra storia e la nostra cultura” dichiara Vissani dopo esser stato premiato dal sindaco Alan Fabbri al Ferrara Food Festival come Ambasciatore del gusto 2021. “Il territorio è la nostra salvezza – ha detto Vissani – La cucina va saputa difendere, a partire dalle nostre terre e dai nostri contadini che lavorano ogni giorno. Dobbiamo tenere i piedi per terra e guardare a un futuro biodinamico. In questo modo tuteliamo le nostre radici, la nostra storia, la nostra cultura e il gusto di stare a tavola.”