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Gianluca Vacchi si dà al kebab: nasce Kebhouze

di Stefania Leo

L’imprenditore/influencer/creator entra in società con un gruppo di giovani italiani per aprire la prima catena di kebab tutta italiana.

Gianluca Vacchi si annoia. Nonostante sia diventato papà da poco e abbia 41 milioni di followers tra Instagram e TikTok di cui occuparsi, ha deciso di darsi alla ristorazione. A dicembre farà il suo esordio Kebhouze, il nuovo food brand di kebab su cui Vacchi ha deciso di investire. Il consiglio è di quelli vincenti, dato che il kebab – ripulito, of course – si prepara a diventare la prossima mania gastronomica

Kebhouze inizierà il suo cammino a dicembre con cinque punti vendita, di cui 3 a Milano, in Corso Buenos Aires, Via Paolo Sarpi e Porta Genova, e 2 a Roma, all’interno del Centro Commerciale Euroma2 e a Via Ostiense. E questo non è che l’inizio: altre 20 aperture sono già programmate in tutta Italia e all’estero per il 2022. “Quando mi hanno descritto il progetto, ho colto immediatamente l’enorme potenziale del format: nel 2021 è molto difficile avere un’idea così innovativa in un settore maturo come quello del food” ha dichiarato il noto imprenditore e performer. Certo, viene da chiedersi: cosa c’è di innovativo nel kebab? Sono anni che lo mangiamo. Eppure una novità c’è. Abbiamo visto nascere brand per ogni cosa, dall’hamburger al gelato, passando per pizza, poke, sushi. Ma sul kebab nessuno aveva mai voluto investire. Quindi ci ha pensato lui, Vacchi. 

Da Kebhouze si potranno ordinare due tipi di kebab: quello di pollo 100% italiano e quello di black angus. Quest’ultima è una grande novità nel mercato dato che sull’origine della carne di questi immensi rotoli sullo spiedo c’è sempre stato il più fitto mistero, oltre a una serie infinita di leggende metropolitane. Ma il menu non si ferma qui: sarà possibile ordinare burger di kebab, caesar salad, oltre che gustare un’ampia selezione di fritti come i nuggets, i chicken popcorn, gli onion rings e le patatine fritte. Non manca la parola magica per ogni concept contemporaneo: sostenibilità. Il food packaging è completamente eco-friendly, comprese le acque naturali in tetrapack brandizzate Kebhouze. Anche sotto il profilo della sostenibilità economica locale, la catena di Gianluca Vacchi ha optato per una valorizzazione delle aziende italiane, da cui viene fornita tutta la carne, e dei produttori locali, con cui ad esempio si è instaurata una collaborazione sulla produzione di due diverse birre artigianali che saranno presenti in store a marchio Kebhouze. C’è un problema di diffidenza verso il kebab. Lo avevo anche io – dichiara Gianluca Vacchi – Dopo aver assaggiato il kebab per la prima volta in vita mia alle nostre prove food, mi sono reso conto che in realtà non c’è un piatto più semplice di questo: piadina, carne e qualche condimento a scelta. Ovviamente ho richiesto che ogni ingrediente e materia prima utilizzata siano di massima qualità.”

Vacchi ha annunciato il nuovo brand attraverso i suoi social. Nei giorni scorsi, nella sua villa di Bologna è comparso Keb, un misterioso personaggio in costume alto oltre 2 metri con una grande testa a forma di kebab su cui si poggia una corona d’oro. In un video Vacchi viene ripreso mentre assaggia il primo kebab della sua vita. Il primo morso è stato l’inizio della nuova avventura imprenditoriale. Nel video successivo Gianluca Vacchi e Keb firmano sotto gli occhi di un notaio la costituzione della società. Chi si nasconde dentro il costume di Keb ancora non si sa, ma i canali social della catena sembrano essere letteralmente posseduti dal “socio” in maschera. Scommettiamo che tutti i futuri aggiornamenti arriveranno attraverso il profilo Instagram di Kebhouze, che si anima giorno dopo giorno grazie a Keb. Presto scopriremo chi è il socio mascherato di Vacchi e che sapore hanno i loro kebab. E magari ci scappa anche la challenge su TikTok.