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Giappone: via al razionamento delle patatine fritte

di Claudia Bartoli

Da McDonald’s Japan scarseggiano le patatine fritte importate: la soluzione? Servire solo porzioni piccole

Il Covid-19 colpisce ancora: questa volta a farne le spese non sono i reparti affollati degli ospedali, ma la catena di fast food più famosa del mondo. In Giappone, infatti, McDonald’s è a corto di patate; complice la pandemia e le alluvioni che hanno colpito il Canada, da cui i nipponici importano le patatine da servire come accompagnamento agli hamburger e non solo. Gli approvviggionamenti dei tuberi gialli sono in ritardo e a McDonald’s non resta che optare per la strategia che si adoperava con i beni essenziali durante i grandi conflitti bellici: il razionamento. L’idea è quella di limitare la vendita di patatine fritte solamente alla porzione small per una settimana, a partire da venerdì.

Non dimentichiamo, poi, che il Giappone è il maggiore mercato asiatico per ciò che concerne la commercializzazione di patate surgelate statunitensi e i ritardi nelle forniture stanno creando disagi non indifferenti al mercato interno. Il Giappone corre ai ripari rifugiandosi nelle importazioni di  1.000 tonnellate di patatine surgelate via aerea, dato che ricorrere al trasporto marittimo è più complicato per via delle condizioni climatiche critiche che si sono registrate in Canada. La soluzione nipponica segue criteri più che logici: le patate scarseggiano? E loro le servono, ma in quantità minori, secondo la scuola di pensiero del less is more.