Home News Cibo Gli italiani e la pizza: la ricerca Doxa per Eataly

Gli italiani e la pizza: la ricerca Doxa per Eataly

di Irene Cortese

Quali sono le abitudini degli italiani in fatto di pizza? Lo svela uno studio di Doxa per Eataly.

Comfort food, rito o vero e proprio elemento identitario? La pizza è una parte imprescindibile nella dieta degli italiani e a confermarlo è una ricerca commissionata da Eataly a Doxa in occasione della seconda edizione di Impronte di pizza. Quali sono le abitudini degli italiani in fatto di pizza? Lo svela uno studio di Doxa e EatalyLo studio esplora nel dettaglio le abitudini dei consumatori: sottoposti all’attenzione degli analisti del mercato sono elementi come la frequenza, le tipologie preferite e i fattori che spingono alla scelta. I risultati – commentati dal Team Pizza di Eataly insieme a Gino Sorbillo, Matteo Aloe, Petra Antolini ed Enrico Murdocco – non fanno altro che fotografare l’amore degli Italiani per questa pietanza: “l’86% mangia la pizza almeno una volta a settimana, arrivando fino a 2 volte (40%). Abitudine diffusa soprattutto tra il pubblico più giovane di età compresa tra i 18 e i 24 anni che si spinge a consumarla anche tre volte la settimana (16%)”. E, sebbene le declinazioni della pizza siano tante, la tipologia preferita dai consumatori è la tonda.

Questi dati potrebbero far pensare a delle scelte dettate dall’abitudine quando si parla di consumo di pizza, ma in realtà larga parte dei consumatori dimostra essere incline alla sperimentazione di accostamenti sempre diversi ed innovativi con solo 1 persona su 10 che sceglie sempre lo stesso gusto di pizza quando la mangia. Viene fatta luce anche sul valore sociale della pizza, che si dimostra essere un fondamentale elemento di condivisione e convivialità: quasi impossibile pensare ad un italiano che non abbia mai organizzato una pizzata con la propria cerchia di amici. E, fortunatamente, sembra che sia stata superata l’idea per cui la pizza sia un alimento troppo calorico per essere consumato con regolarità (solo il 3% continua a pensarlo). Fondamentale anche il focus sull’importanza che gli acquirenti danno alle materie prime di qualità, alla sostenibilità e alla digeribilità, fattori che guidano nella scelta della pizzeria e per i quali si è disposti ad accettare persino un sovrapprezzo.