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Golocious: il successo del fast food nato da Instagram

di Gaia Sicolo

Chissà se Gianandrea Squadrilli pensava che sarebbe arrivato ad aprire ristoranti in tutta Italia quando su Instagram ha creato la pagina Italy Food Porn. Una cosa è certa: per lui e il co-fondatore di Golocious Vincenzo Falcone è arrivata un’opportunità quanto mai internazionale. Acquistato da Fedegroup, il brand del fast food campano è pronto a decollare nel mondo.

A chi non è mai venuta l’acquolina in bocca guardando immagini di cibi sontuosi sui social? Questo genere di contenuti vengono chiamati food porn. Generano sui social migliaia di reazioni e like. Qualcosa di cui i fondatori della catena di fast food Golocious sono abili conoscitori. È tramite il loro amore per la fotografia cibi opulenti, infatti, che Vincenzo Falcone e Gianandrea Squadrilli si sono incontrati per la prima volta. E ora, dopo l’acquisizione da parte di Fedegroup del loro marchio, questa storia tutta italiana si fa sempre più internazionale.

Un connubio vincente

Le origini del primo locale Golocious risalgono al periodo più restrittivo della pandemia, quando molti ristoranti soffrivano chiusure e cali di incassi. Per Falcone e Squadrilli, invece, questo periodo nero ha marcato l’inizio della collaborazione con Fedegroup, azienda specializzata in ristorazione e outsourcing.

Fedegroup, infatti, ha subito riconosciuto lo spirito di iniziativa dei due imprenditori. Nel 2020 li ha portati a Milano, dove dalla loro collaborazione è nata la prima dark kitchen (una cucina senza coperti a causa delle restrizioni per il Covid) al Nyx Hotel. Questa prima espansione è stato solo l’inizio di un sodalizio presto risultato vincente.

Nel giro di un paio d’anni, infatti, i locali targati Golocious sono diventati 15. Molti sparsi per l’Italia (Milano, Palermo, Firenze, Roma e Caserta, per citarne alcuni), ma due addirittura in Oman.

Questo 18 maggio è poi arrivato il passo finale. Le due parti in gioco hanno finalizzato l’acquisto della catena di ristoro da parte dell’azienda responsabile per averla lanciata in tutta la Penisola. “Fedegroup ha da sempre fatto dell’innovazione una delle sue leve strategiche fondamentali” spiega a Today Roberto Imperatrice, CEO di Nabucco Holding, società proprietaria di Fedegroup. Imperatrice definisce Golocious un brand giovane e coraggioso, “capace di irrompere sul mercato in un momento di profonda crisi come quello della pandemia”.

Un caso di successo quindi quello di Squadrilli e Falcone, che orgogliosamente annunciano aperture di nuove sedi sia in Italia che all’estero. Grazie a investimenti da parte di Quadrivio e del fondo Industry 4.0, infatti, Fedegroup intende formare e ampliare le prime linee manageriali di Golocious, oltre a digitalizzare le infrastrutture e portare il brand nelle piazze di tutto il mondo. Ma come è nato questo caso di successo?

Le origini online di Golocious

In questo ormai avviato impero del cibo, è iniziato tutto così. Il 29enne campano Gianandrea Squadrilli (jana_italyfoodporn su Instagram) lavorava come tecnologo alimentare, impiego che gli permetteva di fotografare una varietà di pietanze invitanti. Volendo condividerle con il mondo, Squadrilli apre Italy Food Porn su Instagram, dove guadagna circa 250mila followers appassionati.

Nel 2019, a Cava de’ Tirreni, incontra una mente affine. Si tratta del 35enne Vincenzo Falcone, anche lui fotografo del cibo che opera su Delicious, i locali dedicati a baguette, hamburger, pizza e vino di sua proprietà a Cava de’ Tirreni. Tra i due è subito intesa e il primo ristorante della catena Golocious arriva nello stesso anno a Sorrento, vantando burger farciti fino a scoppiare e tanti fritti.

L’ascesa del brand non si è fermata neanche con l’arrivo della pandemia. I due proprietari infatti hanno colto la palla al balzo e spinto sul delivery, aiutati anche da una community di fedelissimi. Ed è a questo punto che sono stati scoperti da Fedegroup, spopolando al nord come al sud con il loro approccio goloso e informale.

Fedeli alla propria identità

Ma cosa potrebbe cambiare con questo cambio di proprietà? “Siamo sostenitori della generosità del cibo e del sano food porn” dice a Today Alessio Cutini , AD di Golocious dal 2022. Cutini precisa come l’azienda abbia fornitori quasi tutti italiani (fatta eccezione qualche salsa americana da importare) e prevalentemente da imprese medie. La visione del fast food di Golocious rimane infatti tutta improntata sull’italianità, perché “il cibo che fa venire l’acquolina, bello da fotografare ma soprattutto buonissimo da mangiare, è anche quello delle ricette di casa”.

Questo si può notare nelle burgherie Sbam Burger del brand, dove i burger ricolmi di condimenti così tipici degli Stati Uniti si uniscono a piatti della tradizione italiana come le polpette del Cuore di Napoli e la parmigiana, o le zucchine fritte di Nerano e la “carbocrema” del Carbonara.

Golocious è tutto made in Italy anche nei locali dedicati alla pizza, un altro cavallo di battaglia. Una delle sue ricette più popolari è la Queen of Pistacchio, con mortadella, pesto di pistacchio e provola. C’è poi la collaborazione con il celebre pizzaiolo Gino Sorbillo, che per Golocious ha creato la Frittatina Margherita.

Il brand campano guarda al futuro facendosi forte della tradizione. Golocious  in futuro potrebbe anche modificare la propria linea, e grazie anche alla collaborazione con svariati consulenti, potrebbe puntare sulla rilettura delle cucine regionali, anche ma per ora il core business è ancora quello rappresentato da burger, pizza e fritti.