Home News TV e media Green Pass nei luoghi di lavoro: ecco le nuove regole

Green Pass nei luoghi di lavoro: ecco le nuove regole

di Francesco Garbo

Venerdì 15 ottobre entrerà in vigore l’obbligo del Green pass per tutti i lavoratori, non mancano però le proteste.

L’entrata in vigore del Green pass in tutti i luoghi di lavoro è ormai imminente, il 15 ottobre infatti è la data in cui scatterà quest’obbligo. In questi giorni stanno arrivando i DPCM integrativi del nuovo decreto che riguarderà dipendenti pubblici, privati e autonomi. E da venerdì il mondo della ristorazione potrebbe trovarsi senza il 15% del personale, che è ancora sprovvisto di Green pass vaccinale e non ha intenzione di farlo.

Cosa succede se non si ha il Green pass?

La mancanza del certificato verde non comporta il licenziamento ma l’allontanamento dal posto di lavoro e ogni giorno di lavoro perso per questo motivo conterà come assenza ingiustificata. In questo periodo non si matureranno né ferie né contributi. Lo stipendio sarà sospeso sin dal primo giorno ma non si potrà procedere con il licenziamento. I controlli sono obbligatori: quotidianamente all’ingresso nella sede di lavoro o anche a campione su almeno il 20% del personale a rotazione. L’app che renderà possibile le verifiche si chiama VerificaC19 e controllerà esclusivamente il Green pass e la sua la validità senza accedere a nessun altro dato del dipendente.

Non mancano le proteste dei lavoratori in disaccordo con i nuovi provvedimenti. Molti coloro che ancora non si sono vaccinati: “Abbiamo considerato che circa il 15% dei dipendenti del commercio è tutt’oggi sprovvisto di Green pass – dice Valter Giammaria, Presidente di Confesercenti Roma – È un danno importante soprattutto per le piccole attività che, mancando di personale, rischiano così di rimanere ferme e di non poter tornare a lavorare

C’è bisogno di un gioco di squadra che permetta la collaborazione tra imprese e dipendenti come sostiene Confesercenti “far sì che imprese e gestori incoraggino i dipendenti a vaccinarsi e collaborino. I datori di lavoro non possono sobbarcarsi il costo di passare tamponi ai dipendenti, dovrebbe essere loro a premunirsi.

Capiamo le difficoltà, ma un’attività a norma è un’attività che garantisce sicurezza ai clienti, non possiamo permettere scene come quelle di sabato, con i turisti chiusi nei negozi o personaggi del mondo dello spettacolo che raccontano una città messa a ferro e fuoco. –  spiega il presidente di Confesercenti RomaIl turismo in Italia contribuisce al 13-14% del Pil e la manifestazione ha fatto perdere al Paese centinaia di migliaia di euro. È giusto manifestare, ma in questo caso si parla solo di inciviltà e non ci aiuta.