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Il primo allevamento di polpi al mondo sarà spagnolo

di Claudia Bartoli

Sta per aprire in Spagna il primo allevamento di polpi al mondo: dalla prossima estate è in programma la commercializzazione.

La multinazionale spagnola Nueva Pescanova ha dato l’annuncio – per alcuni poco felice – che a partire dalla prossima estate aprirà il primo allevamento di polpi al mondo. La vendita dell’animale con i tentacoli, invece, dovrebbe cominciare nel 2023 con la stima di un volume di produzione pari a 3 mila tonnellate di polpo all’anno. L’azienda che per prima inizierà ad allevare il polpo comune (Octopus vulgaris)  ha basato l’idea sulla ricerca condotta dall’Istituto Oceanografico Spagnolo (Instituto Español de Oceanografía) che da tempo studia l’animale marino e le sue abitudini. Non stupisce che nell’era degli allevamenti intensivi di quasi tutte le specie commestibili per l’uomo di animali attualmente esistenti sul Pianeta, nasca il progetto di crearne un altro per guadagnare sul commercio di un animale che fino a ora poteva essere solamente pescato nel suo habitat naturale. Ciò che in questa circostanza ha destato l’allarme di scienziati e ambientalisti è che l’azienda ispanica non ha voluto e non intende rivelare le modalità e le regole attraverso cui il polpo verrà trattato e alimentato e ucciso all’interno dell’allevamento.

Secondo gli studi della London School of Economics, infatti, il polpo è un animale molto intelligente, da sempre abituato a vivere in modo solitario e autonomo; i danni e le sofferenze che l’animale subirebbe nel caso in cui fosse allevato in vasche di dimensioni ridotte insieme ad altri esemplari sarebbero, perciò, evidenti. L’Ong Compassion in World Farming, inoltre, aveva già reso noto che l’Unione Europea avrebbe dovuto vietare l’allevamento di polpi perché le pratiche tramite cui questo esemplare sarebbe stato trattato rispetto alla sua condizione naturale in libertà sarebbero contrarie ai principi dettati dalla stessa UE. Infine, è necessario segnalare che recentemente, il Regno Unito ha annunciato che inserirà polpi, granchi e aragoste nell’elenco degli esseri senzienti da tutelare nel disegno di legge sul benessere animale. Purtroppo, tuttavia, l’UE non è ancora arrivata alla medesima soluzione, dato che, allo stato attuale, solo gli animali vertebrati sono considerati creature sensienti. Sembra, quindi, che nonostante la voce di scienziati e ambientalisti che stanno protestando contro l’ennesima crudeltà perpetrata ai danni degli animali, la brama di raggiungere cospicui profitti avrà la meglio sulla pietà. La Spagna, appunto, è uno degli stati in cui si consuma maggiore quantità di questa specie marina che è protagonista di tantissimi piatti tipici, dall’Andalusia fino ai Paesi Baschi. Tra polpo fritto e alla Gallega, purtroppo, i palati ispanici e non solo saranno molto soddisfatti, mentre, l’animale – come sempre – avrà la peggio.