Home News Cibo L’appello di Coldiretti: no ai tagli UE a carne e vino e birra

L’appello di Coldiretti: no ai tagli UE a carne e vino e birra

di Claudia Bartoli

La Commissione Europea penalizza carne, vino e birra per concedere più fondi alle diete green. Coldiretti e Filiera Italia non ci stanno

La Commissione Europea taglia i fondi destinati a carne, vino e birra per investire le risorse in un regime alimentare green. Coldiretti e Filiera Italia lanciano l’allarme contro tale decisione: penalizzare l’agroalimentare italiano in favore di cibi considerati più verdi e sostenibili non è una strada percorribile per l’economia nostrana e degli altri stati membri. Nel 2021, Palazzo Berlaymont ha stanziato 182,9 milioni di euro per promuovere i prodotti agricoli europei all’interno e all’esterno dei confini dell’Unione. Di questi, almeno 40, negli ultimi anni, sono stati assegnati alla filiera italiana. I tagli, quindi, denunciano le associazioni dei produttori, avrebbero l’effetto di “affossare la dieta mediterranea e il Made in Italy”. La scelta della Commissione Europea di affibbiare punteggi negativi ai prodotti prima citati sarebbe dovuta alla decisione di incentivare un regime alimentare votato al green e agli alimenti sostitutivi della carne, come quella sintetica.

Nel 2023, appunto, l’UE dovrà redigere un nuovo regolamento in materia alimentare e già da ora, carne, vino e birra sono stati penalizzati perché considerati pericolosi per la salute. Per tentare di raggiungere un compromesso, il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, e il consigliere delegato di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia, hanno scritto al commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, al commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski, al ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli e agli europarlamentari italiani, per chiedere di riconsiderare la ripartizione dei fondi nel bando di quest’anno e per il prossimo futuro. Nella lettera inviata a Gentiloni, tra le altre cose, viene fatto notare che “se si dovesse procedere sul terreno delle paventate penalizzazioni, sarebbero proprio le aziende extra-UE a trarre un ingiustificabile vantaggio competitivo sulle imprese europee”, e, perciò, chiedono di respingere “tutti gli atteggiamenti discriminatori verso i prodotti a base di carne e le eccellenze dei settori vitivinicolo e brassicolo, che sono inclusi nella dieta mediterranea”. L’idea potrebbe essere quella di raggiungere un’intesa sui metodi di produzioni di alimenti e bevande penalizzati piuttosto che vedersi chiudere la porta in faccia dall’Europa.