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Russia: chef e giornalisti contro la guerra con una lettera al Governo

di Claudia Bartoli

Chef noti, giornalisti e altri esponenti dell’enogastronomia russa si sono schierati contro il conflitto in Ucraina con una lettera aperta.

Vladimir Mukhin è un noto chef russo stellato e pluripremiato e il suo ristorante, White Rabbit, è uno dei due ristoranti russi inseriti nella classifica World’s 50 Best Restaurant 2021. Ed è proprio vista la sua notorietà, anche dovuta alla partecipazione al programma di Netflix Chef’s Table, che ha deciso di prendere una netta posizione in merito al conflitto tra Russia e Ucraina postando queste parole sul suo profilo Instagram: “Fino a poco tempo pensavo che l’arma più terribile fosse nucleare. Si è scoperto di no. L’odio è molto più spietato e distrugge intere generazioni del futuro. Sono uno chef e cucino cibo per tutti coloro che vogliono mangiare! Sono contro l’aggressività. Né russi, né ucraini, né francesi, né ebrei… Prima di tutto, siamo persone. In ogni situazione, anche la più terribile, bisogna rimanere umani.” 

Ma non è lui l’unico esponente del mondo dell’alta cucina a far sentire la propria voce contro la guerra in Ucraina. Pasticceri, chef stellati, ristoratori, bartender, giornalisti e critici enogastronomici suoi connazionali hanno deciso di esporsi in prima persona, rischiando, e hanno firmato una lettera indirizzata al Governo russo nella quale chiedono che il conflitto in Ucraina termini subito. Tra gli autori della lettera, il critico gastronomico Dmitry Grozny che lavora per l’agenzia MarketMedia e la collega Ekaterina Droznova, giornalista e ristoratrice. Ma anche Dmitry Blinov, chef del gruppo Duo Band di San Pietroburgo, tra i quali il ristorante Harvest (92esimo nella classifica di World’s 50 Best Restaurant); Kristina Veselova, sommelier dell’anno secondo Where To Eat Russia 2022  e Igor Grishechkin, Head Chef del locale Cococo, tra i più in voga di San Pietroburgo. Qui sotto il testo della lettera aperta, firmata al momento da più di 300 personalità del mondo dell’enogastronomia russa.

Una lettera aperta di ristoratori, chef, giornalisti gastronomici e altre personalità della ristorazione russa contro la guerra con l’Ucraina.

Siamo persone che svolgono una professione molto pacifica e completamente apolitica: nutriamo semplicemente le persone. Ma ora non possiamo stare da parte. Sappiamo per certo che non c’è nulla che divida il popolo russo e quello ucraino. Il Borsch e il pollo alla Kiev sono la nostra eredità comune, proprio come Gogol e Shevchenko. Sappiamo per certo che lo slogan “pistole invece di burro” porta solo dolore e sofferenza. E quello che sta succedendo ora è una festa durante la peste. Festa di sangue.

Vogliamo dare gioia a tutti.

Pertanto, chiediamo a tutti coloro che prendono le decisioni di porre fine a questa guerra fratricida il prima possibile.