Home News Cibo Microplastiche: uno studio rivela quante ne ingeriamo ogni settimana

Microplastiche: uno studio rivela quante ne ingeriamo ogni settimana

di Claudia Bartoli

Secondo uno studio, in 7 giorni, ingeriamo un quantitativo di plastica pari a una carta di credito attraverso cosmetici e alimentazione.

Sapevate che durante la settimana ingeriamo un quantitativo di plastica pari alla superficie di una carta di credito? Purtroppo è tutto vero. Dagli anni ’50 del secolo scorso, gli esseri umani hanno prodotto più di 8,3 miliardi di tonnellate di plastica nell’ambiente che sono entrate a far parte dell’ecosistema, attraverso terreni e corsi d’acqua. E tramite la nostra alimentazione, ogni giorno ingeriamo delle micro e nano plastiche. Come? Le microplastiche, che hanno una dimensione compresa tra 0,001 e 5 millimetri, e le nanoplastiche, che sono inferiori a 0,001 millimetri, alla fine entrano nella nostra catena alimentare attraverso i frutti di mare o persino frutta e verdura, ma anche quando beviamo da una bottiglia di plastica rischiamo di assumerne delle piccolissime quantità. “Tuttavia, coloro che scelgono l’acqua del rubinetto possono, a seconda della loro posizione geografica, ridurre la quantità ingerita a 40.000 particelle di plastica”, si legge nello studio dell’Università di Medicina di Vienna.

Esistono, inoltre, anche le microsfere, che sono spesso utilizzate in molti prodotti per la salute e la bellezza e che entrano, in questa maniera, nel nostro corpo. Infatti, sembra che quasi 9 cosmetici su 10 di marchi leader come L’Oréal Paris, Garnier, Nivea, Gillette, Oral-B, Head&Shoulders e altri marchi contengano particelle di microplastica. Ma come si fa a evitare o, almeno, a limitare che la plastica entri nel nostro organismo? Si possono utilizzare delle semplici accortezze, come bere l’acqua del rubinetto filtrata anzi che quella nelle bottiglie e evitare di comprare cibi confezionati nella plastica; inoltre, cuocere e scaldare gli alimenti in contenitori di materiali diversi dalla plastica, perché queste microplastiche fanno male al nostro corpo, anche se gli studi non hanno ancora portato a risposte certe e univoche in materia.