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Il Noma Copenaghen chiude nel 2024

di Chiara Impiglia

Imparare, correre dei rischi e crescere: ecco i concetti alla base della nuova filosofia del noma 3.0, il locale che aprirà nel 2025 e prenderà il posto del ristorante di René Redzepi a Copenaghen.

Non è la prima volta che il ristorante dello chef danese René Redzepi, il NOMA (da nordisk e mad, cibo nordico), annuncia la chiusura: inaugurato nel centro di Copenaghen nel 2003, dopo 13 anni anni di intensa attività si fermò per poi rinascere, due anni più tardi, in una zona più verde della città, al confine con il famoso quartiere hippie di Christiania. Nonostante le polemiche e le critiche l’insegna, innovativa e camaleontica, tornò però a sperimentare e a vincere premi, confermando ancora una volta la genialità del suo proprietario.

Dopo aver ottenuto il titolo di Miglior ristorante del mondo e aver ispirato chef provenienti da ogni paese, sembra proprio che sia nuovamente arrivato il momento di chiudere. Chiudere, sì, ma per cambiare e avviare una vera e propria metamorfosi.

L’idea, annunciata dallo stesso Redzepi sui social, sarebbe quella di stoppare l’attività nel 2024, reinventarsi e riaprire l’anno successivo come laboratorio gastronomico. In attesa di questa chiusura, però, il NOMA aprirà un pop-up a Kyoto, dal 15 marzo al 20 maggio 2023.

Noma

Redzepi, che in passato si era già trovato a dover fare i conti con questioni etiche, di equilibrio economico e sostenibilità ambientale, questa volta ha scelto di intervenire sul canale Instagram e sul sito del NOMA in modo diretto, così da spiegare il perché di questa imminente trasformazione ed evitare fraintendimenti.  Perciò, ha detto che “per continuare a essere il NOMA, noi dobbiamo cambiare. L’inverno 2024 sarà l’ultima stagione del NOMA che conosciamo. Stiamo iniziando un nuovo capitolo: il Noma 3.0”. Secondo quanto annunciato, il tristellato e pluripremiato ristorante “nel 2025 si trasformerà in un gigantesco laboratorio dove saggiare una cucina pioneristica volta all’innovazione alimentare e allo sviluppo di nuovi sapori”.

In conclusione, per definire il concetto del nuovo locale che presto accoglierà i palati più esigenti del mondo, lo chef ha voluto dire “Faremo un pop-up Noma e quando avremo raccolto abbastanza nuove idee e sapori, faremo una stagione a Copenaghen. Servire gli ospiti farà ancora parte di ciò che siamo, ma essere un ristorante non ci definirà più. Gran parte del nostro tempo sarà dedicato all’esplorazione di nuovi progetti e allo sviluppo di molte più idee e prodotti. Il nostro obiettivo è creare un’organizzazione duratura dedicata al lavoro pionieristico nel settore alimentare”.