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Obesità: non è solo un problema legato al cibo

di Claudia Bartoli

Obesità e sovrappeso sono patologie che interessano un’ampia fetta della popolazione mondale, ma le cause non dipendono solo dal cibo.

Oltre alla pandemia in corso e alla guerra appena scoppiata in Ucraina, c’è un altro grave problema che affligge l’umanità: l’obesità. Le Monde ha pubblicato giorni fa un video che fornisce diverse spiegazioni sul tema. Dalla metà degli anni ’70 dello scorso secolo, infatti, la percentuale di persone obese nel mondo è aumentata di tre volte, passando dal 4,7% al 13,1%. L’Oms parla di un’epidemia globale che, a differenza di quella da Covid, ci affligge da 50 anni abbondanti. Un adulto su tre, infatti, soffre di questa patologia che rappresenta una causa di morte maggiore rispetto alla malnutrizione nei paesi del terzo mondo. Infatti si stima che nel 2019 siano morte 3 milioni di persone per malnutrizione e più di 5 milioni i problemi legati all’eccesso di peso. Ma attenzione: l’obesità non dipende solo da regimi alimentari completamente errati, ma anche da altre condizioni.

Pubblicità di cibi insalubri, nuove abitudini e stili di vita sedentari, abbinati a alimentazioni ricche di grassi e zuccheri contribuiscono ad alimentare il problema. L’obesità è considerata una malattia cronica, provocata dall’aumento continuo e persistente della massa grassa corporea. Si tratta di una patologia talmente diffusa che negli Stati Uniti hanno iniziato a circolare campagne di sensibilizzazione sul tema, come quella tv, realizzata ad Atlanta nel 2015; c’è un uomo con evidenti problemi di sovrappeso steso immobile sul lettino di una sala operatoria. Ma da dove viene tutto questo grasso in eccesso?

Sicuramente dall’aumento delle calorie che quotidianamente vengono ingerite; si tratta di una percentuale in più del 31% rispetto agli anni ’70 del ‘900. Il motivo di tale crescita percentuale è semplice: la popolazione mondiale è più ricca e ha più soldi a disposizione per acquistare cibi, ma anche gli alimenti sono diversi da quelli che si assumevano in passato; sono più grassi e le proteine animali sono aumentate del 109% rispetto agli anni ’60 dello scorso secolo. L’aumento della ricchezza è stata, quindi, un’arma a doppio taglio. C’è, inoltre, anche un’altra novità: gli alimenti ultra-lavorati. Questi cibi sono sempre più presenti nei nostri regimi alimentari perché le confezioni formato famiglia e il modo di pubblicizzarli li rendono molto attraenti agli occhi dei consumatori.

Oltre ad alimentarci in molto molto più squilibrato rispetto a chi è vissuto nei 50 – 60 anni, anche le attività motorie sono molto calate rispetto al passato, e di conseguenza le calorie bruciate giornalmente sono molto minori. Allora controllare i cibi e le quantità degli stessi e fare attività sportiva in modo regolare scongiureranno la possibilità di essere sovrappeso o obesi? La risposta è: dipende. Purtroppo, infatti, i problemi legati al peso dipendono anche da ragioni interne a ogni singolo organismo: esistono individui in cui sviluppare le patologie legate all’aumento di peso è molto più facile, perché, ad esempio, hanno subito mutazioni del Dna. Sono state identificate, in totale, 1200 mutazioni genetiche che contribuiscono a cagionare lo sviluppo della malattia. Ma non è finita qui: l’obesità dipende anche da fattori esogeni al nostro organismo, tra cui, le caratteristiche di alcuni prodotti extra alimentari e fattori ambientali. Si tratta, in conclusione di una malattia multi fattoriale che affligge la popolazione mondiale da decenni, ma di cui stiamo riuscendo a comprendere le origini solo adesso.