Home News Cibo Olimpiadi di Pechino: l’atleta piange per il cibo pessimo

Olimpiadi di Pechino: l’atleta piange per il cibo pessimo

di Claudia Bartoli

L’atleta olimpica Valeria Vasnetsova si lamenta del cibo che le viene recapitato dall’organizzazione mentre è in quarantena.

Si chiama Valeria Vasnetsova, ha 24 anni ed è un’atleta olimpica russa. Era a Pechino per partecipare ai giochi invernali, ma, dopo essere risultata positiva al Covid, è stata posta in isolamento, come molti suoi colleghi. La notizia, ovviamente, non riguarda la quarantena di una persona durante un periodo di pandemia in cui contagi e isolamenti sono all’ordine del giorno, ma le condizioni in cui questa misura viene messa in atto. Infatti, la giovane sportiva si sfoga sui social, pubblicando sulla propria pagina Instagram una foto in cui mostra i pasti che le vengono consegnati in camera tre volte al giorno. “Piango tutti i giorni”, confessa, e aggiunge: “non vedo l’ora che finisca”. Le regole cinesi sono ben precise: il regime di quarantena può terminare solo se due tamponi molecolari, effettuati a distanza di 24 ore l’uno dall’altro, sono entrambi negativi, altrimenti non è possibile lasciare la stanza d’albergo. Ma l’atleta russa non è stata la sola a lamentare le condizioni dell’isolamento cinesi.

Anche Natalia Maliszewska, pattinatrice polacca, ha raccontato di aver vissuto nella paura costante per via dei continui tamponi, mentre, il Daily Mail, che ha raccolto alcune testimonianze, ha parlato addirittura di Gulag olimpico. Infine, Jukka Jalonen, capo della squadra finlandese di hockey su ghiaccio, ha dichiarato che la Cina, con le regole anti-Covid, sta violando i diritti umani di uno dei suoi atleti tenuto in isolamento. La situazione sembra essere chiara e tutti sono d’accordo: cibo scadente, condizioni di disagio e camere poco confortevoli in cui trascorrere un periodo che, secondo il regolamento della Repubblica popolare, potrebbe essere tutt’altro che breve. C’è, tuttavia, una voce fuori dal coro. Si tratta di Aleksandr Tichonov, dirigente sportivo, politico ed ex biatleta russo che gareggiò per l’Unione Sovietica. L’ex atleta ha condannato la giovane connazionale affermando: “Taglierei la lingua a Vasnetsova per le sue lamentele. Alle Olimpiadi del 1980 vivevamo negli Stati Uniti come se fosse una prigione e nessuno si lamentava. Sconvolge la squadra con le sue lamentele! Devi risolvere questo problema con loro e non lamentarti su internet”. Insomma, o non ci sono più gli atleti duri di una volta, oppure, i pasti cinesi presentati agli sportivi in isolamento erano veramente immangiabili.