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Parenti serpenti: Francesca Amadori licenziata dall’azienda di famiglia

di Claudia Bartoli

Francesca Amadori, nipote dello storico “parola di Francesco Amadori”, fondatore della seconda azienda avicola d’Italia, è stata licenziata.

La nipote di Francesco Amadori, storico fondatore dell’azienda avicola sua omonima, è stata licenziata. Il suo nome è Francesca e, dopo quasi 20 anni trascorsi a capo della comunicazione della Amadori, le è stato dato il ben servito. Si chiama come il nonno 89enne che insieme al fratello Arnaldo (morto nel 2017) ha dato vita a un vero e proprio impero mettendoci la faccia al noto suono di parola di Francesco Amadori. Ma chi è stato a decidere di concludere il rapporto lavorativo? Pare che l’iniziativa sia stata del padre Flavio, figlio di Amadori senior e presidente del gruppo. Martedì scorso è stato consegnato alla donna l’avviso con la comunicazione dell’interruzione immediata del rapporto lavorativo. Anche se i motivi che hanno condotto il gruppo cooperativo dell’Azienda ad intraprendere questa decisione drastica non sono stati ancora resi noti, Francesca Amadori ha parlato della faccenda al Corriere di Bologna affermando che “in merito alle notizie che riguardano la mia persona, desidero precisare che nei 18 anni di attività lavorativa presso il gruppo di famiglia ho sempre operato in maniera eticamente corretta e nell’interesse dell’azienda, animata dal sentimento di attaccamento che da sempre mi lega all’impresa fondata da mio nonno Francesco”.

© Amadori

“Quanto al licenziamento – prosegue – preciso che sto valutando le iniziative più opportune per oppormi ad un provvedimento che ritengo ingiusto e illegittimo e che non riguarda la violazione di alcuna regola aziendale, trovando al contrario fondamento in altre logiche che dovranno essere appurate nelle opportune sedi”. Il Consorzio afferma che il licenziamento era un provvedimento legittimo e necessario “per motivazioni coerenti e rispettose dei principi e delle regole aziendali”, specificando che “tali regole sono valide per tutti i dipendenti senza distinzione alcuna”. Pare, insomma, che la diatriba lavorativa/parentale non sia ancora chiusa e che probabilmente Francesca Amadori farà sentire le proprie ragioni attraverso le canoniche vie legali nei confronti dell’azienda di famiglia che, tra l’altro, è la seconda azienda avicola d’Italia con un fatturato registrato nel 2020 pari a 1,2 miliardi di euro. Questo è proprio il caso di dire parenti serpenti.