Home News TV e media Pausa caffè: per la cassazione niente indennizzi per il lavoratore che si infortuna

Pausa caffè: per la cassazione niente indennizzi per il lavoratore che si infortuna

di Francesco Garbo

Pausa caffè? Sì, ma se ci si fa male, non c’è diritto a un indennizzo: lo ha deciso la Cassazione con una sentenza di pochi giorni fa.

Con il ritorno in ufficio, torna anche la pausa caffè. Una sorta di ritualità che concede un momento di svago dal lavoro ma anche l’occasione per stringere rapporti con i colleghi. Da oggi però bisognerà prestare molta attenzione a non farsi male. La cassazione infatti stabilisce che se durante tale pausa il dipendente dovesse avere qualsiasi tipo di incidente, non è previsto nessun indennizzo ne risarcimento.

L’accaduto

La lavoratrice allontanandosi dall’ufficio per raggiungere un vicino pubblico esercizio, si è volontariamente esposta ad un rischio non necessariamente connesso all’attività lavorativa per il soddisfacimento di un bisogno certamente procrastinabile e non impellente, interrompendo così la necessaria connessione causale tra attività lavorativa e incidente”. Tutto nasce da questo episodio. Una donna durante la pausa caffè è caduta fratturandosi il polso, ma la cassazione ha respinto la richiesta di indennizzo e invalidità del 10% chiesto dalla dipendente, che era stata autorizzata dal suo capo per la pausa caffè. “Del tutto irrilevante la circostanza della tolleranza espressa dal datore di lavoro in ordine a tali consuetudini dei dipendenti, non potendo una mera prassi o, comunque, una qualsiasi forma di accordo tra le parti del rapporto di lavoro, allargare l’area oggettiva di operatività della nozione di occasione di lavoro” questo quanto espresso al riguardo dalla Cassazione.

Pausa sì, pausa no

Sia chiaro, con questa sentenza non è stato messo in dubbio il diritto della pausa. Il lavoratore, infatti, ha diritto a 10 minuti di pausa almeno per ogni turno di minimo 6 ore. Sono invece 11 le ore di pausa consecutive che devono intercorrere tra un turno di lavoro e l’altro. Ma c’è di più. Per coloro che lavorano a contatto con un monitor c’è diritto a una pausa di 15 minuti ogni due ore passate davanti al pc. Pausa che, a secondo degli accordi, può essere intesa come sospensione momentanea dal lavoro o un momento per dedicarsi ad altro tipo di mansioni che non comprendano l’uso del pc.