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Petrini lascia la presidenza di Slow food: la fine di un’era?

di Chiara Impiglia

Cambiamento e rigenerazione per Slow Food: il nuovo presidente è Edward Mukiibi, agricoltore, educatore e imprenditore nato in Uganda.

L’associazione Slow Food, fondata a Bra nel 1989 e diventata famosa in tutto il mondo, è protagonista di un cambiamento epocale. Il fondatore Carlo Petrini ne ha lasciato la presidenza internazionale e ha scelto il suo successore: Edward Mukiibi, già vicepresidente del movimento no profit ideato per dare valore al cibo nel rispetto di chi produce e in armonia con ambiente e gli ecosistemi. Ma questa non è l’unica novità annunciata durante l’Ottavo Congresso Internazionale a Pollenzo, dove si trova la sede dell’Università di Scienze Gastronomiche. Slow Food, infatti, diventa anche una Fondazione di partecipazione.

Dopo 36 anni, l’annuncio di Petrini determina una nuova fase storica e, forse, la fine di un’era. Il cambio di entità legale porta anche un nuovo consiglio di amministrazione: a far parte del nuovo board con Marta Messa, direttrice dell’ufficio di Slow Food a Bruxelles, Richard McCharty (Usa), Dali Nolasco Cruz (Messico), Jorrit Kiewik (Paesi Bassi), Megmi Watanabe (Giappone), Francesco Sottile, Nina Wolff (Germania). Petrini, fondatore anche di Terra Madre, nonostante le dimissioni, continuerà a far parte del progetto e supporterà il giovane agronomo ed educatore africano diventato Presidente. Durante il discorso di sabato 16 luglio in cui Petrini ha comunicato la sua decisione, l’ex presidente ne ha approfittato per rinnovare l’appello per un’agricoltura più sostenibile contro gli sprechi. “Dobbiamo implementare il nostro attivismo, in ogni angolo del mondo” ha detto Petrini “continuando a coltivare i nostri elementi distintivi, l’intelligenza affettiva e l’austera anarchia. Se la politica internazionale non ha la capacità di impegnarsi di fronte alla crisi planetari lo deve fare l’umanità”.