Home News Cibo L’Associazione Italiana Ristoratori di Strada al Governo: Lasciateci lavorare

L’Associazione Italiana Ristoratori di Strada al Governo: Lasciateci lavorare

di Claudia Bartoli

Nasce l’Associazione Italiana Ristoratori di Strada che rivolge un appello al Governo: “Per lavorare abbiamo bisogno degli assembramenti”.

Gli operatori dello street food hanno costituito un’associazione per tutelare la propria categoria. La notizia è freschissima: gli obiettivi dell’Associazione Italiana Ristoratori di Strada sono stati comunicati durane l’evento di presentazione che si è tenuto martedì 1 febbraio e al quale ha partecipato anche il viceministro dello Sviluppo economico Gilberto Pichetto Fratin, che, attraverso il suo intervento in video, ha segnalato l’importanza dell’attività dei ristoratori di strada per l’economia del settore gastronomico. Gli operatori dello street food hanno interpellato l’Esecutivo per chiedere maggiori tutele e garanzie per la propria categoria. A parlare per tutti è il Presidente dell’Associazione Alfredo Orofino: “Non siamo ambulanti, al Governo chiediamo di poter lavorare. Il mercato dello street food è importante perché genera un indotto consistente e un indotto commerciale molto vasto. Quando noi facciamo eventi in giro per l’Italia riempiamo gli alberghi, andiamo anche noi a mangiare a ristorante. Senza considerare poi l’indotto che si occupa di street food come le grandi aziende”.

Ma come mai i ristoratori di strada hanno deciso di unirsi in un’associazione di categoria proprio adesso? A rispondere è sempre il Presidente Orofino dicendo: “Questa idea di evolverci non nasce da un mio vezzo, ma da una necessità condivisa con gli altri operatori che durante la pandemia sono stati bistrattati dalle istituzioni senza neanche essere presi in considerazione. Abbiamo aperto l’associazione per cercare di organizzarci e per andare al tavolo delle trattative dell’amministrazione. Quando si pensa allo street food si pensa a un cibo scadente, ma non è così. All’interno dell’organizzazione molte persone si occupano di igiene e seguono tutta la filiera”. Era una necessità impellente, quella degli operatori del settore street food, di chiarire la propria posizione nei confronti delle misure adottate dal Governo, a partire da marzo 2020, per contrastare il Covid. Tali restrizioni, se è possibile, li hanno colpiti più duramente dei colleghi che possiedono ristoranti tradizionali, dato che, come ha ribadito nel suo appello Orofino, gli assembramenti vietati per motivi di sicurezza sono vitali per consentire all’economia del cibo di strada di girare. La richiesta di questa Associazione neo nata è molto chiara: vogliono poter tornare a lavorare come prima dell’esplosione della pandemia.