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Russia: Putin minaccia di fermare l’export alimentare verso i paesi ostili

di Claudia Bartoli

La nuova mossa di Putin consiste nel blocco dell’export di diversi prodotti, tra cui quelli alimentari per punire i paesi ostili.

Vladimir Putin e la nuova minaccia: limitare o, addirittura, sospendere le esportazioni di cibo verso i paesi ostili, ovvero, gli stati che hanno imposto sanzioni alla Russia e si sono schierati a favore dell’Ucraina invasa. Il Presidente del Cremlino parla di questa possibilità alla tv nazionale, affermando che con i prodotti alimentari bisogna essere prudenti, in modo da assicurare l’approvvigionamento interno. “Quest’anno, sullo sfondo della scarsità alimentare globale, dovremo essere più attenti alle consegne di cibo all’estero e monitorare in particolare le condizioni di queste esportazioni verso paesi che attuano una politica ostile nei nostri confronti”. Ecco le parole di Putin che, poi, ha chiesto ai propri collaboratori di “fissare obiettivi chiari per trovare prodotti sostitutivi dopo la sospensione di molte importazioni in Russia a causa delle sanzioni”. 

Dopo la decisione dell’UE di bloccare le importazioni di carbone, materiali chimici, liquori, crostacei e altri generi alimentari, arriva la reazione russa che valuta di mettere uno stop all’export di diversi prodotti, compresi cereali e legumi. Per la prima volta dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, la Russia ammette che le prese di posizione di molti stati stanno creando degli effetti negativi. “C’è bisogno di aumentare la produzione e le consegne sul mercato interno di alimenti di alta qualità a prezzi accessibili, compresi i prodotti ittici”. Questo a fronte, continua Putin, di una “situazione energetica globale che sta peggiorando a causa delle misure rozze e non di mercato – compresa la pressione amministrativa sulla nostra compagnia Gazprom – prese in alcuni Paesi europei”.