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Re Carlo III d’Inghilterra: sarà un regno attento all’ambiente?

di Chiara Impiglia

Il nuovo Re d’Inghilterra potrebbe sorprenderci grazie al suo interesse per agricoltura sostenibile, biologico e biodiversità.

Interessato alla vita contadina, all’artigianato della terra, al biologico e alla biodiversità, il nuovo Re d’Inghilterra Carlo III potrebbe stupire, anche chi l’ha sempre criticato e definito un uomo antiquato, resistente al cambiamento. La sua attenzione all’ambiente e ai temi della sostenibilità fa sperare in un cambiamento che possa salvare il Pianeta e lo conferma anche Carlin Petrini, il gastronomo, sociologo, scrittore e attivista italiano che ha fondato Slow Food. Infatti, la sua amicizia con il Re, nata in occasione della chiusura della prima edizione di Terra Madre nel 2004, è stata (e continua a essere) molto significativa. Uniti dagli stessi ideali, i due hanno condiviso e sostenuto progetti di sviluppo che garantiscano un futuro migliore agli uomini. Un esempio?  La creazione di un marchio di cibo biologico, ancora oggi in vendita nel Regno Unito.

Dopo aver iniziato a riflettere sulla crisi ambientale, negli anni ’80 l’ex Principe Carlo ha cominciato a promuovere l’agricoltura biologica. Proprietario di oltre 400 ettari di terreni presso la sua dimora di Gloucestershire fino al 2020, Carlo III ha prodotto per anni cibo biologico sotto il marchio Duchy Originals, poi divenuto Waitrose Duchy Organic: inizialmente venduto solo nei negozi di prestigio come Harrods, i prodotti del Principe hanno poi raggiunto gli scaffali dei supermercati britannici per accordo esclusivo con la catena Waitrose. Dopo 35 anni, in vista degli impegni che in tutta probabilità avrebbe dovuto assumere come nuovo Re d’Inghilterra, Carlo ha dovuto cedere i possedimenti ma il suo impegno in questo ambito no è di certo finito lì. In un’ intervista del 2021 alla rivista britannica Country Life, Carlo III ha detto “Dall’inizio degli anni ’80 ho voluto concentrarmi su un approccio alla produzione alimentare che evitasse l’impatto del sistema convenzionale e predominante dell’agricoltura industrializzata che sta avendo un effetto disastroso sulla fertilità del suolo, sulla biodiversità e sulla salute animale e dell’uomo”  e ha assicurato di voler continuare a dare un contributo.

Le affinità con Petrini, il supporto a modelli di sviluppo sostenibile e la promozione di un vero e proprio piano d’intenti, chiamato Terra Carta, pensato per una economia attenta alle esigenze dell’ambiente, piuttosto che del solo profitto, ci danno il motivo per credere che il Re appena proclamato tenterà di mettere in atto una rivoluzione per restituire alla Terra più di quanto le venga tolto.