Home News Cibo I rincari cambiano la dieta degli italiani: meno frutta e verdura

I rincari cambiano la dieta degli italiani: meno frutta e verdura

di Chiara Impiglia

Meno zucchine, pomodori, patate, carote e arance sulle tavole degli italiani: ecco un altro effetto dei rincari.

La presentazione avvenuta il 15 settembre del report Censis realizzato per Enpaia, l’Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura, ha individuato un’altra importante conseguenza del caro-bollette. Secondo l’indagine, a causa del forte aumento dei prezzi, la dieta della popolazione italiana si è modificata determinando, in un anno, un calo dell’acquisto di frutta e verdure fresche dell’11%  (in particolare quello di zucchine e pomodori, diminuiti rispettivamente del 16% e del 12%). Adesso, quindi, è arrivato il momento di agire per sostenere il settore terziario del nostro Paese.

Dal momento che la fiducia degli italiani nell’agricoltura made in Italy è molto diffusa – circa il 96% del campione intervistato la ritiene un settore chiave per il futuro, il direttore dell’istituto di ricerca, Massimiliano Valerii, ha affermato che “di fronte al decollo dei costi di energia e materie prime, è essenziale non lasciare sole le imprese perché la loro crisi avrebbe costi sociali altissimi”. Sono la garanzia di avere approvvigionamenti durante le situazioni più estreme, la lotta al riscaldamento globale e la disponibilità di cibo buono e sicuro che contribuisca al benessere delle persone le principali motivazioni per cui l’agricoltura va tutelata e, sicuramente, aiutata. A confermare ulteriormente la rilevanza del settore agricolo, durante la presentazione è intervenuto anche Giorgio Piazza, presidente dell’ente di previdenza, convinto che “negli ultimi due anni l’agricoltura ha riaffermato la sua centralità nell’economia, concorrendo notevolmente ad attenuare la recessione e, in tale direzione, oggi sta raccogliendo la sfida della sostenibilità divenuta prioritaria”. Secondo Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori italiani, sarebbe  urgente un vero e proprio “piano strategico che ponga al centro la sostenibilità e lo sviluppo competitivo delle filiere agricole”. E infine, il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha confermato le dichiarazioni dei colleghi affermando “Non siamo considerati energivori ma il costo energetico è fuori controllo. Dobbiamo costruire un nuovo modello agroalimentare e accompagnare la crescita. Credo che l’agricoltura non debba più essere considerata un’economia di serie B”.