Home News Spegnere i fornelli per risparmiare? Ecco un’altra conseguenza dei rincari

Spegnere i fornelli per risparmiare? Ecco un’altra conseguenza dei rincari

di Chiara Impiglia

Famiglie e imprese italiane hanno iniziato a spegnere i fornelli. Il motivo ormai lo conosciamo bene: i rincari energetici.

Le abitudini alimentari degli italiani cambiano e, soprattutto, si adeguano. O meglio, si rassegnano alle necessità dei tempi che corrono. Oramai, risparmiare e limitare i costi dell’energia sono diventati i principali obiettivi di famiglie e imprese e, pertanto, anche in cucina vengono sempre più adottate strategie e soluzioni alternative.

Un sondaggio della Coldiretti sull’impatto del caro bollette sull’alimentazione del nostro Paese ha rivelato che quasi un cittadino su cinque, il 19%, ha rinunciato ai fornelli, cucinando di meno oppure indirizzandosi verso pietanze che non hanno bisogno di cottura. E ancora, un altro 53%, oltre la metà delle persone a livello nazionale, avrebbe adottato accorgimenti di vario tipo per ridurre l’uso dei fornelli pur continuando a cucinare il solito menu casalingo. In seguito ai dati raccolti, Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona, per sottolineare l’esigenza di adottare delle misure condivise in tutta l’Europa ha affermato “Occorre mettere un tetto al prezzo di tutto il gas che entra in Europa, non solo a quello proveniente dalla Russia”. Coldiretti non ha solo incoraggiato a intervenire sulla questione il Governo italiano e le istituzioni europee ma ha anche coinvolto i cuochi contadini di Campagna Amica per ideare un vademecum che sostenga l’impegno dei cittadini nel risparmio quotidiano tra i fornelli. Alcuni dei loro consigli? Usare pentole come quella a pressione o quella per cotture plurime, sia bollitura che vapore, e utilizzare il coperchio quando è possibile. Scegliere il fornello adeguato alle dimensioni della pentola e verificare che la fiamma del fornello sia di colore blu.

Inoltre, per far fronte all’emergenza, Vantini ha sostenuto che “occorre lavorare anche per l’autosufficienza energetica”. Ma come? Ad esempio, incentivando l’installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti nelle aziende agricole, supportando la produzione di biogas e biometano e potenziando la capacità estrattiva che nel nostro Paese si è ridotta dei tre quarti negli ultimi decenni.