Home News Cibo Rincari record nel carrello degli italiani: ecco l’analisi di Assoutenti

Rincari record nel carrello degli italiani: ecco l’analisi di Assoutenti

di Chiara Impiglia

Mega rincari per l’acquisto dei generi alimentari e non solo. L’analisi di Assoutenti rivela gli aumenti e lancia l’allarme.

Assoutenti, l’Associazione Nazionale Utenti Servizi Pubblici, ha esaminato i dati riguardanti i rincari nel carrello della spesa degli italiani e ha constatato che gli aumenti dei prezzi, in un anno, sono stati notevoli. Sapevate che per acquistare la stessa quantità di cibo bisogna spendere centinaia di euro in più rispetto al 2021? “I prezzi dei prodotti alimentari registrano una impennata record, aumentando del +7,4% rispetto allo scorso anno e addirittura del +1,2% in un solo mese” spiega il presidente di Assoutenti Furio Truzzi “Questo significa che una famiglia, solo per mangiare, deve mettere in conto una maggiore spesa in media pari a +554 euro annui”.

Se il costo dei generi alimentari continua a crescere, la colpa è anche dei prezzi dei carburanti. Dal pane alla verdura, andare al supermercato per fare la spesa sta diventando un vero e proprio problema. Ecco alcuni rincari che vi possono interessare: pane 9,6%, riso 9,9%, farina 18,7%, pasta 20,5%, carni 6,7%, latte fresco intero 6,1%, formaggi freschi 7,3%, uova 12,3%, burro 23,3%, olio di oliva 7,2%, frutta fresca 6,0%, verdura fresca 11,0%, gelati 11,0%, caffè 5,0%, acque minerali 7,1%, vini da tavola 2,8% e birra 3,0%. Ma, a pesare sui conti delle famiglie italiane, sono anche altri fattori, quelli più legati alla casa: l’energia elettrica è aumentata del 73,5 %, gasolio per il riscaldamento del 47,5% e i mobili per la casa del 6,8%.“Siamo in presenza di un vero e proprio allarme destinato purtroppo ad aggravarsi nei prossimi mesi” prosegue Truzzi “Il Governo non può restare a guardare e, di fronte a quella che è una emergenza, deve adottare misure straordinarie a tutela delle famiglie e dell’economia, bloccando subito il prezzo dei carburanti e ricorrendo a tariffe amministrate per i beni primari come gli alimentari e l’energia”.