Home News Cibo Chiudere gli allevamenti intensivi per risparmiare energia è possibile?

Chiudere gli allevamenti intensivi per risparmiare energia è possibile?

di Chiara Impiglia

Una coalizione di Ong ha proposto di chiudere gli allevamenti intensivi. Uno dei motivi? Risparmiare energia elettrica.

BirdLife, Compassion in World Farming, l’Ufficio Europeo per l’Ambiente (European Environmental Bureau, EEB) e Four Paws sono i membri della coalizione che ha accusato gli allevamenti intensivi di chiedere una somma di denaro troppo elevata all’Unione Europea per mantenere dei sistemi non solo energivori e insostenibili sul piano ambientale ma anche crudeli nei confronti degli animali. Riscaldamento, illuminazione, ventilazione e trasporto dei mangimi sono le attività per cui gli allevamenti industriali hanno bisogno di tanta elettricità. Basti pensare alla carne di pollo: ogni fase della sua produzione necessita di grandi quantità di corrente elettrica determinando così un consumo esagerato di tale risorsa. Per comprendere meglio, una riduzione della fornitura di energia costringerebbe i produttori della carne bianca a uscire dalla produzione entro 18 mesi.

Dalle Ong ambientaliste e animaliste l’appello è chiaro e a ribadirlo è stata Olga Kikou, responsabile di Compassion in World Farming EU, che ha affermato “È ora che i governi smettano di tenere in vita l’allevamento industriale […] che sfrutta gli animali senza pietà, ha conseguenze catastrofiche sul nostro pianeta e comporta enormi costi di consumo energetico”. Secondo la loro proposta, l’Unione Europea e i suoi governi dovrebbero smettere di sostenere questa tipologia di allevamenti, che proprio in questo periodo di crisi chiede sempre più aiuti e sussidi perché preoccupata di non farcela da sola. Risale, infatti, a pochi giorni fa la notizia secondo cui le Cooperative Agricole Europee, rappresentate da Cogeca, avrebbero richiesto ai ministri dell’agricoltura europei misure specifiche a tutela del loro settore. Nello specifico, aziende rurali e industrie alimentari avrebbero domandato di essere inserite nella lista di clienti tutelati, a cui dare priorità nei rifornimenti nell’ipotesi in cui quest’inverno le scorte di energia diventino scarse. Le Ong però non sono per nulla d’accordo e, in seguito alla richiesta, hanno precisato che “In tutta l’Ue, i governi stanno adottando misure per il risparmio energetico, tra cui lo spostamento della pressione sui consumatori, ma hanno finora ignorato l’elefante nella stanza: l’allevamento industriale, che è altamente energivoro”. In ambito agricolo, l’unione delle organizzazioni sopra citate punterebbe invece a sostenere la produzione di alimenti di origine vegetale, in quanto di gran lunga meno impattanti sia sul piano del consumo energetico che su quello delle emissioni di gas serra.