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Roma: in due anni chiusi 4400 bar e ristoranti

di Claudia Bartoli

Nell’arco di due anni di pandemia, a Roma hanno chiuso 4400 bar e ristoranti a causa del Covid e dei costi di gestione.

La pandemia ha colpito su molteplici fronti l’economia nazionale. Uno dei settori più colpiti? Quello della ristorazione. Il duro colpo è arrivato con la chiusura di un numero molto ingente di locali solo sul territorio capitolino. Tra il 2020 e il 2022 hanno dovuto tirare giù la serranda in maniera definitiva 4400 imprese del settore della ristorazione per via delle ripetute restrizioni e delle misure anti Covid che hanno minato la loro sopravvivenza commerciale. Ovviamente, la chiusura dei locali porta con sé anche una crescente e preoccupante scia di disoccupazione (circa 24 mila lavoratori dipendenti). Proprietari e gestori di bar e ristoranti hanno tentato di arginare la crisi dovuta alla pandemia in atto chiedendo aiuti, prestiti e aumentando i prezzi di listino (2,1% in più per il pasto in pizzeria fino al 4,4% maggiorato del caffè).

Aumenti contenuti, secondo la Fipe Confcommercio che il 24 Marzo ha presentato un’indagine sullo stato di salute del settore in seguito all’emergenza Covid. A causare le chiusure generalizzate, oltre al virus e alle normative per contenerlo, anche i rincari di gas e energia che hanno intensificato le problematiche legate ai costi di gestione. Nel 2021-2021, solo il 16% delle imprese ha avuto una lieve ripartenza, ma i fatturati sono cresciuti al massimo del 10%, mentre per il 73% degli imprenditori il calo del volume di affari è stato verticale e definitivo. La scelta, secondo la Fipe, per baristi e ristoratori è stata di non alzare in modo eccessivo i prezzi per evitare di perdere la clientela.