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Russia: lo Champagne deve chiamarsi Prosecco

di Claudia Bartoli

La Russia vorrebbe far cambiare nome allo Champagne francese importato nel paese perché il nome Shampanskoe è riservato solo ai vini locali.

Le grane con le Denominazioni d’Origine stanno interessando, dopo i nostri prosecco e aceto balsamico, anche le bollicine francesi. Lo Champagne, infatti, rischia di dover rinunciare al proprio nome in Russia perché il 1 gennaio 2022 scadeva la moratoria firmata da Francia e Russia. Ne avevamo già parlato in un precedente articolo, quando Putin aveva firmato la legge in base alla quale lo Champagne è solo quello prodotto in Russia secondo metodo champenoise. Il presidente Putin, appunto, insiste sul voler riservare ai vini frizzanti prodotti nel proprio territorio il termine Shampanskoe (Champagne in lingua cirillica) e avrebbe, quindi, la pretesa di far abbandonare la storica denominazione al vino francese che dovrebbe chiamarsi semplicemente Prosecco, come tutti gli altri vini effervescenti importati sul mercato russo. Questa situazione ha, come è ovvio, messo in atto un braccio di ferro tra i due stati, dato che la Francia non vuole assolutamente accettare di dover snaturare la propria bevanda frizzante di punta.

La discussione è ancora in atto e, a prendere la parola dal fronte francese è stato il ministro al Commercio estero, Franck Riester che ha affermato: “Nonostante gli intensi colloqui  non siamo riusciti a raggiungere un’intesa definitiva. La moratoria è servita in ogni caso a garantire la vendita dei prodotti francesi già presenti o pronti per essere destinati al mercato russo”. E in assenza di un nuovo accordo le bottiglie destinate a Mosca dovranno essere ri-etichettate. Il negoziato, ad oggi, non si è concluso, quindi ancora non è detta l’ultima parola. Secondo il ministro francese infatti, anche grazie al sostegno della Commissione europea, “è possibile raggiungere un accordo con Mosca sul riconoscimento e sulla tutela delle denominazioni d’origine della Ue”. Riester è fiducioso sulla pacifica conclusione di questa storia, perché, forse, le autorità russe potrebbero fare un passo indietro anche se solo per breve tempo. Almeno questo è ciò che dice il presidente del Comitato interprofessionale dello Champagne, Maxime Toubart,  ricordando pure che le esportazioni sul mercato russo ammontano in media a circa 1,8 milioni di bottiglie, pari a poco meno del 2% dell’export di bollicine francesi, facendo della Russia solo il quindicesimo mercato per lo Champagne. Ci sarà un’armistizio, oppure i russi dovranno accontentarsi di bere solo il patriottico Shampanskoe?