Home News Cibo Sequestrati 235 ghiri dai carabinieri a Reggio Calabria

Sequestrati 235 ghiri dai carabinieri a Reggio Calabria

di Francesco Garbo

A Reggio Calabria sono stati sequestrati dai Carabinieri 235 ghiri, sia vivi sia surgelati, destinati al consumo umano.

Non è uno scherzetto di Halloween ma ci avremmo quasi sperato. Durante una perquisizione a Delianuova, in provincia di Reggio Calabria, notoriamente zona di caccia al ghiro, ne sono stati rinvenuti 235 esemplari, sia vivi in gabbia sia surgelati. Ma il ghiro è attualmente una specie protetta e non può essere cacciato.

Una tradizione ancestrale

Non siamo soliti sentir parlare di ghiri destinati al consumo alimentare ma nelle tradizioni dei clan di ‘Ndrangheta sono la portata principale durante le cene importanti, simbolo di potere e di rispetto. Mangiandoli insieme ci si unisce in un patto stretto al quale è difficile sottrarsi. Attualmente può risultare una strana consuetudine anche il consumo di ghiro è stato, per molto tempo, parecchio diffuso in Italia: in Lombardia veniva preparato alla Brianzola, in Calabria ci si faceva il ragù e in Campania veniva cucinato alla pizzaiola. E anche nell’antica cucina francese se ne trovano degli esempi, come quello ripieno.

Non solo usanza di ‘Ndrangheta ma anche simbolo di ricchezza e potere nell’antica Roma. Il ghiro infatti era ritenuto un cibo molto prelibato e riservato ai più ricchi: Apicio ne parla nel suo De Coquinaria proponendo la ricetta dei ghiri farciti con polpette di maiale, pepe e una spezia antica chiamata laser. Il roditore veniva allevato in otri (glirarium) con piccoli fori per far respirare gli animali e un’apertura più grande per inserire all’interno il cibo, in modo da farli ingrassare il più possibile.

Tornando invece ai giorni nostri e a Delianuova, dai carabinieri sono state scoperte, oltre ai ghiri, ben 730 piante di marijuana. Per le tre persone responsabili di produzione di stupefacenti è scattato l’arresto e una contestazione per cattura di animali di specie protetta.