Home News Cibo Siccità e caldo in Italia: quali sono le conseguenze sull’agricoltura?

Siccità e caldo in Italia: quali sono le conseguenze sull’agricoltura?

di Chiara Impiglia

Le conseguenze della siccità e del caldo torrido sul comparto ortofrutticolo sono preoccupanti in tutta Italia. Coldiretti lancia l’allarme.

Le ciliegie della Puglia e dell’Emilia Romagna, le angurie e i meloni del Veneto, le pere e le albicocche del ferrarese sono solo alcuni degli alimenti più colpiti dalla bolla di calore che ha investito l’Italia negli ultimi giorni. Coldiretti lancia l’allarme: il vento rovente e il caldo torrido, con temperature oltre i 40 gradi, stanno letteralmente bruciando la frutta sugli alberi causando perdite fino al 15%.

Tutta l’Italia, da nord a sud, sta subendo i danni di questa situazione allarmante. Con il bollino rosso per 19 città e la siccità che minaccia i campi, gli agricoltori cercano di trovare delle soluzioni. In molti ricorrono alle irrigazioni di soccorso per salvare le coltivazioni più sofferenti, come le barbatelle bruciate che perdono le foglie nei vigneti toscani attorno a Firenze, le pesche soffocate dalla calura che cadono dai rami prima di riuscire a svilupparsi o i giovani ulivi in stress idrico. “Il settore ortofrutticolo nazionale” spiega Coldiretti “garantisce all’Italia 440mila posti di lavoro, pari al 40% del totale in agricoltura, con un fatturato di 15 miliardi di euro all’anno tra fresco e trasformato, pari al 25% della produzione agricola totale, grazie all’attività di oltre 300mila aziende agricole su più di un milione di ettari coltivati in Italia e vanta ben 113 prodotti ortofrutticoli Dop e Igp”. Insomma, le conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione, quindi a un rapido passaggio dal maltempo al caldo africano, sta facendo salire il conto dei danni provocati nel 2022 a 3 miliardi.

L’ortofrutta, la prima voce di spesa degli italiani per una media di quasi 108 euro al mese, per un quantitativo totale di circa 5,9 milioni di tonnellate lo scorso anno, va sicuramente tutelata. Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha dichiarato che è necessario combattere la siccità con azioni concrete: “Per difendere il patrimonio ortofrutticolo italiano è necessario intervenire per contenere il caro energia e i costi di produzione con interventi immediati e strutturali per programmare il futuro” e ha concluso “il grande piano nazionale per gli invasi che Coldiretti propone da tempo per recuperare e riutilizzare fino al 50% dell’acqua piovana contro l’11% attuale può evitare situazioni di crisi come quella che stiamo soffrendo anche quest’anno”.​