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Sicilia post lockdown, troppi i locali chiusi definitivamente

di Francesco Garbo

Molte le chiusure di ristoranti e bar siciliani dovute alla pandemia, con numeri anche superiori alla media Italiana.

Dalla FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, sono stati forniti numeri sconcertanti per la ristorazione siciliana. Sono 1.529 i locali che hanno chiuso in un anno a causa della pandemia, di questi 1.168 sono ristoranti e 361 i bar. Solo a Palermo sono 168 le attività di ristorazione in meno dall’inizio del 2021. Queste chiusure tradotte in euro ammontano a una perdita di oltre un miliardo, considerando anche il calo medio di fatturato del 65% per ogni attività. E c’è chi addirittura è arrivato a perdite pari al 90/95%.

Bollettino di guerra

La FIPE parla di “bollettino di guerra combattuta metro su metro al confine dell’incertezza, tra impatto della pandemia ed effetto delle misure restrittive che si sono abbattute con particolare intensità sul nostro settore.” La crisi non ha risparmiato nemmeno i ristoranti storici, per i quali prima della pandemia si dovevano affrontare lunghe file per potersi sedere al tavolo, come ad esempio lo storico sushi bar Tribeca: “La pandemia ha pesato – spiega il titolare Pietro Greco – dall’8 marzo 2020 non ho più riaperto. Non potevamo mettere tavoli fuori.

Ci aspettiamo ulteriori chiusure tra fine novembre e dicembre – questa la stima tutt’altro che ottimistica di Dario Pistorio, imprenditore e presidente regionale FIPE – Parte dei ristoratori resiste ancora in attesa dei ristori. Ma a dicembre termina il blocco dei licenziamenti: o riassumono o licenziano il personale, ma se licenziano devono dare la liquidazione e i soldi non ci sono. È un circolo vizioso. Non resta che chiudere. Questa è la prospettiva. A farne i conti più del resto d’Italia è stata proprio la Sicilia, qui le restrizioni sono state più lunghe”.