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Stazione Termini: vietato dare cibo ai senza tetto

di Claudia Bartoli

Da giorni, i volontari delle associazioni capitoline vengono allontanati dalla Stazione Termini. Così i clochard restano senza pasti.

Già da qualche giorno, la stazione romana di Termini è teatro di episodi surreali: esercito e forze dell’ordine stanno vietando ai volontari di distribuire pasti ai senza tetto. I volontari di diverse associazioni che si occupano di procurare cibo, coperte e altri generi di prima necessità sono stati allontanati e identificati. Il motivo? La comunicazione arriva dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane secondo cui, il provvedimento non è volto a danneggiare i clochard, ma a far rispettare delle regole che non possono essere ignorate. C’è la volontà di dare una svolta positiva al ruolo delle stazioni, soprattutto quelle centrali e più frequentate. L’idea è di intensificare i controlli per renderle luoghi più sicuri in cui non solo si arriva e si parte, ma all’interno delle quali si possa anche mangiare, bere e fare shopping in tranquillità. Il progetto di ripulire la Stazione Termini dal degrado, però, si scontra con la necessità, più che primaria, di aiutare e andare incontro a quelle persone che non hanno nulla e che sono ancora più in difficoltà a causa delle restrizioni dovute alla pandemia.

A seguito dell’ennesimo intervento ai danni dei volontari di un’associazione e, ovviamente, dei senza tetto che si sono visti negare i pasti attesi, Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, e Nando Bonessio, Consigliere di Roma Capitale di Europa Verde, hanno presentato un esposto alle autorità giudiziarie interne e alla Commissione Europea. Sicuramente la tutela di ordine e decoro è importante, ma nulla può essere paragonato al diritto a un pasto caldo. Ricordiamo uno degli episodi più eclatanti durante il quale, proprio per via della carenza di empatia e umanità, una donna di 71 anni, Modesta Valenti, morì all’interno della Stazione Termini perché i  soccorritori, chiamati dai passanti, le rifiutano le cure perché era sporca. Come allora, anche oggi si tratta di diritti fondamentali e inalienabili dell’essere umano e va da sé che, in quanto tali, non possano essere compressi o schiacciati per trasformare una stazione in un luogo felice di business.