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Frittura di paranza

Non avete mai mangiato la frittura di paranza, si tratta semplicemente di una frittura di pesce di piccolo taglio diffusa in tutta Italia.

di Gianfranco Pascucci

Ingredienti per 395 persone

  • 90
  • 10 cal x 100g
  • bassa

Preparazione Frittura di paranza

  1. Pulite bene i pesci e preparateli per la frittura, ognuno secondo le modalità classiche: decapitate e sviscerate tutti, poi tagliate a rondelle i calamari (non tagliuzzate i tentacoli), sgusciate i gamberi, diliscate e aprite a libro le alici, lasciate interi tutti gli altri.

  2. Sciacquateli abbondantemente, asciugateli bene e riponeteli ordinatamente su un vassoio, che infilerete in frigorifero, coperto con uno straccio umido, per un’oretta.

  3. Passate tutti i pesci (meno le alici) nelle farine miscelate: 700 g di farina e la semola. Poi, pochi per volta, immergeteli nell’olio bollente. Friggeteli raggruppandoli in base al tipo, così cuoceranno uniformemente.

  4. Le alici sono un discorso a parte. Prima di friggerle, passatele nella farina e immergetele nella pastella (ricavata mescolando 300 g di farina e la birra fredda di frigo). Tuffate nell’olio bollente, se si curvano, sono cotte a puntino.

Un momento prima di servirla, salate la frittura e accompagnatela con maionese e insalata.

Per la pastella alla birra emulsionate tutti gli ingredienti. Nella catena della preparazione, la birra è l’ultima cosa da aggiungere: va unita fredda, poco prima di utilizzare la pastella. Se questa ci riesce troppo asciutta, aggiungete un goccio di birra. Al contrario, se è troppo liquida, aumentate un po’ la dose di farina. Prima di utilizzarla, la pastella va riposta in frigo, perché lavora al meglio quando ha raggiunto una temperatura tra i 10 e i 15 gradi. La presenza dell’olio la rende molto italiana.