Dolomiti: 10 bellissimi rifugi da visitare

5 gennaio 2015

Il paesaggio montano del bellunese va scoperto percorrendo la ramificazione di sentieri che attraversano boschi e infinite distese di pascoli. in passato i rifugi erano punti di ospitalità per le vacanze estive di turisti e alpinisti Ogni valle ha le sue tradizioni, a volte radicate a volte plasmate dalla storia, che si possono conoscere vivendo l’esperienza di sostare nei rifugi. Nati tra la fine dell’Ottocento e i primi trent’anni del Novecento, erano punti di ospitalità per le vacanze estive di turisti e alpinisti. Allora la cucina si serviva di cibi conservabili e facilmente trasportabili e di cotture semplici, ma negli anni del boom economico, la costruzione di nuove strade, l’evoluzione dei mezzi meccanici, e la diffusione degli sport invernali, hanno portato anche una clientela di gitanti giornalieri che vogliono godere non solo dei panorami incontaminati, ma anche di una cucina in sintonia con le tradizioni di quelle montagne. Tra i tanti rifugi da non perdere ne segnaliamo 10.

  1. rifugio antelaoAntelao (Località Sella Pradonego). Il rifugio si trova a 1796 m di altezza, ai piedi dell’omonimo monte, immerso nei boschi di faggi e conifere, posizione che permette di dominare un ampio settore della zona. Fu costruito nel 1948 per volontà della scrittrice e alpinista Alma Bevilacqua, alias Giovanna Zangrandi, allo scopo di far conoscere un’area delle Dolomiti poco popolare ma al contempo a lei molto cara per avervi trascorso il suo periodo di militanza nelle file partigiane. Qui si degustano le produzioni dell’azienda agricola di famiglia, che alleva direttamente il bestiame sui pascoli. Molto apprezzati i taglieri di affettati e formaggi misti, gli gnocchetti di grano saraceno e i casunziei con ricotta fresca ed erbe selvatiche, carni nostrane di manzo e maiale, il misto di capra cotto alla brace e i dolci della casa. Il rifugio è raggiungibile a piedi tramite una comoda stradina.
  2. Berti (Località Vallon Popera). Situato a 1950 m di altitudine, al rifugio ci si arriva con circa un’ora di cammino. La sua posizione è favorevole per la scoperta di luoghi di interesse storico quali l’ex rifugio Sala, comando delle truppe alpine durante il periodo della Prima Guerra Mondiale; trincee e gallerie scavate dagli alpini e Passo della Sentinella, eroica conquista dei nostri soldati contro le truppe austriache nell’aprile del 1916. Il suo nome si deve ad Antonio Berti, grande esploratore alpino che, per aver descritto in modo molto dettagliato le Dolomiti Orientali, fu soprannominato Cantore delle Crode. Il rifugio offre 48 posti letto, suddivisi in camerette e camerate con letti a castello. La cucina offre pietanze tipiche di montagna come zuppa d’orzo, polenta e funghi, penne alla boscaiola, pastel e tagliere di formaggi locali misti, ma propone  anche al Mes, una polentina a base di latte e farina di granoturco servita con ricotta affumicata o con balòta (ricotta con erba cipollina) e burro fuso, piatto considerato un tempo cibo dei poveri. A concludere, dolci tra cui Fritli e Sopi, frittelle del Comelico e una vasta scelta di grappe.
  3. Rifugio-Cinque-Torri5 Torri (32043 Cortina D’Ampezzo). Sistemato a 2137 m in posizione panoramica, il rifugio si trova in una zona bendisposta alle arrampicate, all’alpinismo e alle pedalate in mountain bike. Si arriva a piedi, con la navetta o con la seggiovia. Nel periodo della Grande Guerra fu un’importante sede dell’Esercito Italiano e, durante la Seconda Guerra Mondiale, re Vittorio Emanuele III vi soggiornò in occasione di una visita al fronte. Numerosi sono i sentieri che portano ai luoghi storici dei conflitti mondiali, con le trincee e gli appostamenti perfettamente mantenuti. L’ambiente è familiare e caloroso con una cucina che propone piatti semplici ma curati con molta attenzione come i chenedi (canederli) allo speck e formaggio, gli gnocchetti al pesto di erbe alpine, casunziei, minestra d’orzo. Per il pernottamento è necessaria la prenotazione con largo anticipo perché i letti a disposizione sono solo 16.
  4. rifugio-falierFalier (Rocca Pietore). Circondato da strutture rocciose molto impegnative, il rifugio (2074 m s.l.m.) è raggiungibile solo a piedi o in mountain bike. La sua collocazione ai piedi della parete sud della Regina delle Dolomiti, fa del Falier un luogo molto frequentato da alpinisti che amano arrampicarsi per ferrate estreme della Marmolada. Fu costruito nel 1911 e durante la Prima Guerra Mondiale divenne base di comando della 206ª compagnia Val Cordevole, ma un bombardamento austriaco nel 1917 lo distrusse. Riaprì nel 1939 grazie a Onorio Falier che ne finanziò i lavori di ricostruzione. Per ospitare chi pernotta la struttura offre camere da 2, 4,6 letti e una camerata con 20 letti a castello; per il ristoro, invece, una cucina casalinga semplice e gustosa a base di minestrone di verdure fresche, pasta con sughi casalinghi, formaggi alla piastra o stagionati con polenta cotta sul fuoco a legna, braciole con i funghi, panino con il pastin e dolci della casa come strudel, crostate ai frutti di bosco e Sacher.
  5. Galassi (Calalzo di Cadore). È il più grande di tutti i rifugi alpini con i suoi 114 posti letto a quota 2018 m s.l.m. Dal 1970 è di proprietà del Cai di Mestre i cui soci lo autogestiscono gratuitamente a turno e a rotazione. Gli ospiti che vi transitano sono tutti amanti della montagna, data la posizione strategica per la partenza di varie escursioni dirette sulla cima del monte Antelao. La cucina è semplice e curata, ma senza pretese nell’assortimento delle portate. Nonostante le sue dimensioni, l’area bar e ristorante sono ridotte e per il ristoro si organizzano dei turni. Durante la scorsa primavera la struttura è stata danneggiata pesantemente da una valanga, ma il Cai Mestre è riuscito a tamponare e a salvare la stagione.
  6. rifugio lagazuoiLagazuoi (Monte Lagazuoi, Cortina d’Ampezzo). Con la sua ubicazione, proprio circondato dalle nuvole del monte omonimo a 2752 m, è uno dei rifugi situati più ad alta quota. Si arriva con un percorso tranquillo da Passo Falzarego oppure in funivia. Dalla sua terrazza si può ammirare un panorama unico ed emozionante, con le 5 Torri, l’Antelao, Le Tofane e altre montagne importanti in tutto il loro splendore.  Fu costruito nel 1965 dalla guida alpina Ugo Pompanin e da sua moglie, che decisero di lasciare la vita di paese per trasferirsi tra le vette. La cucina è molto curata. Tra i piatti forti: pasta fatta in casa, risotto ai mirtilli, polenta e capriolo, polenta e gulash, costata di cervo in crema di balsamico e panna cotta ai frutti di bosco caldi. Per il pernottamento il rifugio offre camere da 2,3,4 letti e camerate da 6,12,14 letti a castello. La colazione al mattino è servita con un abbondante buffet.
  7. rifugio calviPier Fortunato Calvi (Località Val di Sésis, Sappada). La sua posizione panoramica a 2164 m, sulla conca dove sgorgano le sorgenti del Piave, lo rendono ottimo punto di partenza per escursionisti amanti della natura, appassionati di free climbing e per chi vuole andare alla scoperta dei luoghi storici della Grande Guerra (fortini, postazioni e gallerie). Situato nel comune di Sappada, sulle Alpi Carniche, venne costruito nel 1926 in memoria de patriota P.F.Calvi, capitano dell’esercito austriaco di guarnigione a Venezia, che partecipò alla difesa della città nel 1848. Dispone di 51 posti letto per gli ospiti che desiderano pernottare. La cucina è semplice e varia, i piatti sono quelli della tradizione sappadina, con la polenta cotta nel forno a legna. Molto ampia la scelta delle grappe di produzione propria aromatizzate con erbe locali. Nel tradizionale Pellegrinaggio a Maria Luggau, che si compie ormai da più di 200 anni, è punto di ristoro dopo le prime 3 ore di cammino.
  8. San Marco (Col de chi da Os, San Vito di Cadore). È un angolo di Paradiso, circondato da bastioni quali l’Antelao, il Sorapiss e le Marmarole, a quota 1823 m. L’atmosfera che si respira all’interno delle sue mura ha un profumo antico, e questo lo si deve alla conservazione originale della struttura che risale al 1895, mantenuta intatta per volere di tutti i proprietari che si sono succeduti. Non molto frequentato dagli italiani, è un posto che vale la pena visitare sia per la posizione strategica, meta di escursioni e le più belle scalate, sia per la cucina semplice e naturale, con piatti preparati con molta cura e la pasta cotta rigorosamente al minuto: l’attesa dipende quindi dal tempo di bollitura dell’acqua che varia a seconda della pressione. Per il pernottamento sono messi a disposizione 37 posti letto.
  9. rifugio scoiattoliScoiattoli (Località 5 Torri, Cortina D’Ampezzo). Risale al 1969 la sua costruzione per volere della guida alpina Lorenzo Lorenzi, la cui famiglia ne è tuttora proprietaria. Si trova in una location molto suggestiva, direttamente sulle piste da sci del comprensorio Dolomiti Superski e nell’immediato accesso al Museo all’aperto della Grande Guerra. Dalla sua terrazza panoramica si può godere della vista di uno degli scenari più belli: Lagazuoi, Tofane, Croda del Lago e 5 Torri, palestra naturale per arrampicatori esperti. La colazione è ricca e abbondante, con torte preparate in casa; in menu si trovano piatti rivisitati della tradizione ampezzana e quelli più creativi, come le Violette ai sapori del bosco (una pasta fatta in casa aromatizzata con mirtilli). 42 sono i posti letto suddivisi in camere da 2 a 10 letti a castello. Da non perdere il bagno nella tinozza di acqua tenuta costantemente calda, sorseggiando champagne davanti a una vista incantevole.
  10. sorapisVandelli (Località Lago Di Sorapiss, Cortina D’Ampezzo). Sorge nei pressi del lago Sorapiss, un laghetto alpino dalle mille sfumature turchesi, scavato nella roccia e alimentato da acque sotterranee. Il rifugio è piccolo ma accogliente, sistemato al centro dell’anfiteatro del versante nord del Sorapiss a 1928 m. in una posizione spettacolare e impervia, punto di partenza di ferrate impegnative. La cucina è semplice e genuina, i piatti tipici delle Dolomiti sono preparati dai gestori del rifugio. I posti letto sono 61 divisi in camere da 6 e 8 persone.

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