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Quando una pentola antiaderente è da buttare?

di Nadine Solano 20 Gennaio 2024 13:00

Esistono vari tipi di pentole antiaderenti, ma come fare per non rovinarle? Abbiamo qualche consiglio per voi in modo da non graffiare irreparabilmente la vostra batteria di pentole antiaderenti nuove.

Le pentole antiaderenti, come le padelle e tutti i recipienti per cottura appartenenti a questa tipologia, ci hanno reso la vita più facile. I cibi non si attaccano e ciò si traduce in due vantaggi importanti: è possibile diminuire la quantità di condimento e il successivo lavaggio si rivela molto più semplice. Come sempre, però, c’è il rovescio della medaglia. Ovvero il rischio che si rovinino. D’altra parte, con qualche accorgimento e applicando semplici trucchetti, è possibile scansarlo. Vediamo allora cosa fare per non danneggiare le pentole antiaderenti, mantenendolo a lungo in condizioni ottimali e quando una pentola antiaderente è da buttare!

Le buone abitudini

Esistono diverse tipologie di pentole antiaderenti, come ci sono delle buone abitudini che valgono per tutte. Innanzi tutto è preferibile evitare il lavaggio nella lavastoviglie: il sale e i detersivi ad hoc, infatti, con la pressione dell’acqua minacciano di intaccare il rivestimento. Pregiudicando, così, l’effetto antiaderente. È quindi buona norma lavare a mano, usando spugne non abrasive e detergenti non aggressivi.

Questione utensili: quelli in metallo possono graffiare il fondo del pentolame antiaderente; si prediligano quindi quelli in legno oppure in silicone. E ancora, è bene tagliare gli alimenti su un tagliere o in un piatto, mai direttamente nella padella antiaderente.

NO agli shock termici. Prima di mettere pentole e padelle sotto l’acqua fredda, occorre aspettare che si raffreddino. Un passaggio brusco dal caldo al freddo può causare il parziale distacco del rivestimento. Infine, attenzione a come si conservano la batterie di questo tipo. Per comodità e praticità, tutti (o quasi) siamo soliti impilare il pentolame. Ma nel caso di prodotti antiaderenti, è preferibile creare uno strato protettivo servendosi di un panno. Oppure un tovagliolo o anche un foglio di giornale può andar bene.

Pentole antiaderenti in PTFE

Le pentole e le padelle antiaderenti più diffuse sono quelle col fondo rivestito in politetrafluoroetilene (PTFE), comunemente detto teflon. Ma è importante sapere che non si adattano perfettamente alle lunghe cotture e alle alte temperature. Quindi è preferibile usarle solo nel caso di ricette che richiedano una cottura breve e una temperatura medio-bassa. Si eviti inoltre di metterle sul fuoco senza alcun condimento, perché la temperatura sale parecchio e subito. Un conto è limitare l’olio e gli altri grassi, un altro è farne del tutto a meno.

Periodicamente, diciamo una volta al mese, si prenda l’abitudine di stendere sul fondo delle pentole un velo d’olio: serve per nutrire i pori.

Pentole in ceramica

Le pentole con rivestimento in ceramica, contrariamente a quelle in PTFE, tollerano bene le temperature più alte. Hanno però un minore potere antiaderente. Per impedire che si rovinino presto e che i cibi si attacchino, quindi, suggeriamo di usarle solo per le ricette con base piuttosto liquida.

Pentole con rivestimento in pietra ollare

Da qualche tempo hanno fatto la loro comparsa anche le pentole antiaderenti con rivestimento in pietra ollare, che risultano più performanti (e più costose) perché contengono anche particelle minerali. Impiegano però più tempo a scaldarsi e richiedono maggiore attenzione in quanto si tratta di superfici delicate. Anche in questo caso è importante evitare escursioni termiche e utensili in metallo. E per quanto riguarda il lavaggio, sono da bandire sia la lavastoviglie che tutti i detersivi. Bisogna utilizzare semplicemente acqua e aceto oppure acqua e limone.

Conclusione

Se volete mantenere intatte le vostre pentole antiaderenti, quindi, vi basterà seguire questi consigli. Avete altri trucchi per non rovinarle? Raccontatecelo sui nostri social!