Scegliere la birra al supermercato in 4 mosse

13 novembre 2015

In un normale supermercato di una normalissima città oggi è possibile trovare un’offerta birraria piuttosto ampia. Tra le sempreverdi birre tedesche in stile weizen, e le belghe della prima ora dal tappo rosso o dal tappo blu, hanno trovato posto anche molte novità. Qualche bottiglia dagli Stati Uniti, qualcuna inglese e anche certi (più o meno) piccoli birrifici italiani, distribuiti negli ipermercati e nei punti vendita di generi di alimentari di qualità di tutta Italia. Acquistare una buona birra al supermercato, quindi, è possibile. Le regole del gioco, tuttavia, devono essere chiare. Ecco come sceglierla in 4 mosse.

  1. data di scadenzaSe la vostra scelta ricade su una birra molto luppolata (nella nostra selezione le IPA e le Pale Ale), soprattutto se ha attraversato lunghe distanze, controllate la data di scadenza. Per una questione di gusto, non di salute, più fresche sono meglio è.
  2. Evitate, se riuscite, le birre crafty, leggendo attentamente l’etichetta e l’elenco delle materie prime.
  3. mettere soldi nel salvadanaioSappiate che il prezzo basso non è tutto. La differenza di costo che potete notare tra supermercato e beer shop (quando c’è) è il risultato di tanti fattori: i volumi senza dubbio, ma anche un tipo di stoccaggio e in genere una cura diversa del prodotto. Comprare una birra al supermercato è un terno al lotto: a volte vi può andare bene, altre malissimo.
  4. birre in produzioneAttenzione alle bottiglie trasparenti: la birra esposta alla luce si deteriora più facilmente. Quindi, bando alle bottiglie di vetro chiaro, a meno che non siate appassionati dello skunky, un cattivo odore molto simile a quello (ebbene sì) delle puzzole (skunk, in inglese).

Detto questo, ci sono molte buone birre che potete comprare al supermercato senza spendere un capitale. La scelta non è infinita, e non sarà mai quella del beer shop, ma è una possibilità da non escludere. Tra le birre da supermercato, vi segnaliamo quelle che rappresentano un buon acquisto.

  • Saison Dupont. La saison per eccellenza, prodotta dal mitico birrificio Dupont a Tourpes, in Belgio. È eccezionalmente beverina, fresca e dissetante, in equilibrio tra una lieve acidità e note fruttate e speziate.
  • Duvel Tripel Hop. La prima Duvel Tripel Hop è del 2007 e nasce dalla volontà del birrificio Duvel di andare incontro ai desideri dei suoi consumatori, che richiedevano birre più luppolate. Ogni anno il birrificio brassa una birra con i due luppoli che caratterizzano la classica Duvel (cioè, Saaz e Styrian Goldings) più un terzo luppolo che cambia di anno in anno. Il 2015 è stato l’anno del luppolo Equinox, sviluppato dagli americani della Hop Breeding Company. Non ci resta che attendere la versione del 2016.
  • Chimay Blu. Un grande classico, presente da molto tempo ormai in tutti i supermercati italiani. Anche questa birra viene dal Belgio, precisamente dall’Abbaye de Notre Dame appena fuori dal paese che dona il nome alla birra, ed è prodotta dai monaci trappisti già attorno al 1862. Scura, decisamente alcolica (siamo sui 9%), è una birra che sia al naso sia al palato vi offrirà note di pera, uvetta e prugna, e fichi secchi.
  • Brooklyn East India Pale Ale. Una buona India Pale Ale da supermercato, che magari non vi farà saltare sulla sedia dall’entusiasmo ma che non vi lascerà delusi. Di color rame e con una buona schiuma, ha un gusto amaro e pungente ma controbilanciato da malto e soprattutto caramello. Il birrificio che la produce è, si intuisce già dal nome, americano, e ha sede a Brooklyn, New York.
  • Sierra Nevada Pale Ale. Un altro birrificio americano distribuito in tutti i supermercati e molto amato dagli appassionati di birra. La Pale Ale è la birra di Sierra Nevada che più spesso si trova tra gli scaffali, ma ci auguriamo che in futuro (o nei supermercati più forniti) si possano trovare anche altre varietà. Nella produzione sono usati 3 luppoli che le danno un amaro marcato, tra cui il Cascade (come luppolo da amaro).
  • Victory Headwaters Pale Ale. Un’altra birra in stile Pale Ale proveniente dagli Stati Uniti. Questa volta si tratta di un birrificio della Pennsylvania, precisamente di Downingtown, fondato nel 1996. Questo birrificio ha voluto celebrare l’acqua e la sorgente a cui attingono per produrre la loro birra. Da qui il nome, Headwaters che significa appunto sorgente.
  • Orval. Da sempre nei nostri supermercati, per molti è stata una gateway beer, più per disponibilità che per scelta. La prima impressione di chi non ha un palato avvezzo ai gusti acquisiti è quella di birra troppo astringente ed eccessivamente acida. Per chi, invece, ha già conosciuto le gioie dei brettanomiceti riconosce in questa birra trappista un piccolo capolavoro che in tanti, oggi, vorrebbero per lo meno eguagliare. L’Orval ha un gusto pulito, fresco e pungente, con sentori lattici e di agrumi.

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