8 tentazioni da autogrill a cui non riusciamo a resistere

15 aprile 2016

Ogni italiano ha nel cuore un’estate orribile, in viaggio verso la casa al mare della suocera, in cui l’unico momento di gioia infinita ci è stato donato dall’Autogrill. oasi nei deserti delle autostrade, gli autogrill vivono in un tempo sospeso in cui tutto è possibile Gli Autogrill, oasi nei deserti delle autostrade, costituiscono un ritorno all’infanzia, vivono in un tempo sospeso in cui tutto è possibile, ci regalano la spregiudicata libertà di accettare quello che normalmente sarebbe deprecabile. Si scende sudici e disfatti dalle macchine roventi, si corre al bagno e, finalmente rigenerati, si naviga sognanti tra gli scaffali. Dopo aver comprato due copie de I Migliori successi di Fiordaliso e aver bevuto il più corroborante dei caffè doppi, ci si dedica alle varie glorie degli Autogrill. Ecco 8 tentazioni da viaggio a cui non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo resistere.

  1. grisbìGrisbì. Avete provato poi a ricomprarli per casa, a farci colazione, a mangiarli dalla scatola a grandi manate sul divano; è stato bello, ma mai la stessa emozione. I Grisbì sono dei biscotti di frolla, farciti con creme varie, possibilmente golose e pesanti. La loro collocazione naturale è sul ciglio della strada, mentre papà fa benzina, osservando i turisti tedeschi che fanno la fila per il bagno. In una scatola ce ne sono 18: si mangiano tutti all’Autogrill e non se ne parla mai più fino alla fine del viaggio.
  2. rustichellaPanini. I panini meritano un capitolo a sé, o, se l’autore ne fosse all’altezza, una vera e propria discettazione filosofica. In quasi tutti i viaggi, ci si prepara a casa pane e frittata, ma poi si finisce per comprare un Camogli. E quel Camogli, spesso scaldato male su una piastra tiepida, bruciato da un lato e freddo all’interno, sarebbe soltanto pane, prosciutto cotto e Emmental, ma nella sosta da Autogrill diventa inesorabilmente il panino più buono mai addentato; e la magia si ripete per tutti i prodotti. Apollo (con lucidità, pane vecchio e cotoletta secca; con la magia dell’Autogrill, meraviglia di croccantezza); Capri (pane, pomodoro e mozzarella, di quelli che nonna ti mette insieme all’ultimo quando non l’avverti che vai a pranzo; in Autogrill, trionfo di armonia e leggerezza); Rustichella, capita di vedere vegani che la mangiano, rinunciando al Panino Ischia, a loro dedicato: per molti, quella lingua grassa affogata dall’origano sembra prosciutto cotto invecchiato, in realtà è pancetta. Speciale, bisogna ordinarne sempre due porzioni,  da smezzare con un vicino sconosciuto. In questa sede, data l’inadeguatezza filosofica inizialmente denunciata, si soprassiederà su fenomenologia ed estetica del Bufalino.
  3. pringlesPatatine in tubo. Per i compleanni, vogliamo le patatine in busta, in formato maxi; in viaggio, si comprano esclusivamente e sempre le patatine in tubo. Vantaggi: si affonda la mano con un misto di timore e eccitazione, si pescano sfoglie croccanti da sovrapporre e gustare, si fanno briciole ovunque senza pietà. I gusti devono essere preferibilmente assurdi: pizza, paprica, pepe e formaggio, coniglio arrosto, wasabi. Si conserva fino all’ultimo l’illusione di usare il tappo di plastica per richiudere il tubo, ma le patatine non durano mai più di un viaggio: lo ricordate sempre troppo tardi, con la maglietta cresimata di briciole e un mal di pancia da ricovero.
  4. marshmallowMarshmallows. Per la serie, quel che normalmente non serve a nulla ma in Autogrill diventa splendido:  i marshmallows. Se a nessuno piacciono davvero, difficilmente si può resistere all’allegria che ispirano. Nella sosta del viaggio, se ne agguanta una busta improponibile dopo aver comprato (e raschiato col cuore in gola) due gratta e vinci. La forma deve essere irriverente: di solito, ci accontenteremo dei classici rotolini; all’Autogrill pretendiamo almeno trecce, cuori o faccia di Topolino.
  5. caramelle coca colaCaramelle a forma di bottiglia di Coca-Cola. Qualche studio dell’Università della California dovrebbe approfondire il desiderio di forme inusuali per i cibi da viaggio. Le classiche caramelle a forma di bottiglia di Coca-Cola, dalla consistenza viscida e dal gusto miracolosamente in bilico tra stantio e allucinogeno, sono un altro must degli Autogrill. Di solito, si comprano insieme alle peggiori riviste scandalistiche, quelle di cui ci vergogneremmo orribilmente con l’edicolante di fiducia. Abbiamo pur sempre una faccia da salvare.
  6. pasta tricolorePasta tricolore. Pare essere uno dei peggiori terreni di scontro tra moglie e marito; lei sa che gli aromi e i coloranti aggiunti alle paste ne condizioneranno il sapore, rendendole inabbinabili a qualsivoglia sugo; lui pensa che l’allegra commistione di colori renderà ogni pranzo e ogni cena chic e indimenticabile. Si nascondono sotto il giubbetto riscoprendo il proprio orgoglio patriottico e si pagano alla cassa quando la moglie è distratta.
  7. salumi autogrillSalumi e formaggi tipici. Spesso, vicino ai giornali delle parole crociate, sono le buste per il sottovuoto che si agguantano quando ci si ricorda di dover portare un regalo dalle vacanze a zio Gioacchino, che è sempre tanto gentile. Nonostante la presunta chiusura ermetica, ogni viaggio di ritorno con salumi e formaggi tipici è puntellato da un martellante odore di finocchio e pepe in grani, più invasivo ancora dei due dischi coi Migliori Successi di Fiordaliso che state promulgando a tutto volume.
  8. piedoneGelati. Scordatevi il Cornetto o la Coppetta, ma anche il Magnum o il Cremino. Per restare in tema viaggio, all’Autogrill ci si deve vergognare. Al bancone si chiederà minimo minimo un Piedone, un Sansonì, il Pirulo, un Donny, un Loco Frizz, il super Concertino, il Fortunello, il Superblob, con equivalenti versioni tarocche. Tutto ciò che al bar di paese ci farebbe immediatamente bollare come i bizzarri della provincia, oggi, e solo per oggi, è possibile, auspicabile; santo.

Quali sono i vostri imperdibili?

I commenti degli utenti