Dieta dell’uva: come farla correttamente

23 ottobre 2016

Si sente spesso parlare di diete monotematiche caratterizzate dall’assunzione quasi esclusiva di un alimento specifico per pochi giorni o alcune settimane. come ogni dieta monotematica, anche quella dell'uva, se troppo restrittiva, non è sempre benefica per l'organismo Tra questa tipologia di diete una delle più divulgate e note a tutti è la dieta dell’uva: chi non ne ha mai sentito parlare, soprattutto in autunno quando l’uva diventa il frutto principe delle nostre tavole? Per analizzare tale schema alimentare è bene dire che, in generale, alimentarsi per giorni o settimane quasi esclusivamente con un unico alimento, qualsiasi esso sia, non è corretto dal punto di vista nutrizionale perchè porta ad assumere solo i nutrienti presenti in quel cibo specifico e quindi ad andare incontro a possibili carenze di vitamine e sali minerali. Partendo da questo primo concetto fondamentale sono molte le proposte che possiamo scegliere, dalle più restrittive in cui si consiglia di mangiare esclusivamente 2 chili di uva per alcuni giorni, a quelle meno monotematiche nelle quali l’assunzione dell’uva è affiancata ad altri alimenti. Tutti gli schemi hanno in comune la promessa miracolosa di far perdere almeno 2 chili in breve tempo, promessa tipica delle diete fai da te.

Perché l’uva

Uva

Analizzando nello specifico le caratteristiche nutrizionali dell’uva si vede che è composta principalmente da acqua (per l’80% circa), zuccheri (circa il 16%), fibre, vitamine, tannini e sali minerali (potassio, ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, iodio, silicio). Ogni acino è un concentrato di benessere che contiene resveratrolo e quercetina, flavonoidi che combattono lo stress ossidativo e l’invecchiamento cellulare. Ci troviamo di fronte quindi a un ottimo alimento, ricco di nutrienti che depurano, favoriscono l’eliminazione dei liquidi in eccesso, migliorano l’aspetto della pelle e la fluidità del sangue, stimolano la peristalsi intestinale e hanno un’azione ipocolesterolomizzante. È bene non dimenticare che l’uva è un frutto ricco di zuccheri e mediamente calorico con un apporto di circa 60 calorie per 100 g.

Come sceglierla

uva

Saper scegliere il tipo di uva è non meno importante: la più salutare è quella nera, ricchissima di antociani, sostanze antiossidanti contenute prevalentemente nella buccia e nei semi. Questi, oltre a migliorare la circolazione sanguigna (mantengono l’elasticità dei vasi), proteggono dall’azione dannosa dei radicali liberi. Per sfruttare al meglio tutte le proprietà degli acini è bene acquistare uva locale e matura ed evitare di tenerla in frigorifero per più giorni per non rischiare la perdita di buona parte delle sostanze organolettiche e nutritive.

Come accennato, esistono diverse varianti della dieta dell’uva, vediamo quali.

  1. uvaRestrittiva: prevede il consumo di sola uva per alcuni giorni. Così facendo si rischia di privare l’organismo di sostanze importanti e, pur riuscendo nella maggior parte dei casi a perdere qualche chilo in eccesso, il rischio del temuto effetto yo-yo è decisamente alto. Per queste ragioni lo schema è da sconsigliare o da integrare con altri alimenti per un nutrimento corretto.
  2. dieta mediterraneaBilanciata: il secondo schema suddivide la settimana in due parti. Dal lunedì al venerdì la dieta prevede circa 1300 calorie al giorno per diventare più restrittiva durante il week end. I primi cinque giorni della settimana si mangiano a pranzo carboidrati (70-80g di pasta o riso integrali conditi con olio d’oliva a crudo) e a cena un secondo piatto a scelta tra carne, pesce, uova e formaggi. Tutti i pasti, prima colazione inclusa, terminano con un’abbondante porzione di uva. Gli spuntini sono composti da centrifugati di verdure e succo di uva. Giorno per giorno la quantità di uva aumenta progressivamente di 200 grammi: si inizia con i primi 200 il lunedì e si termina con 1 kg il venerdì.
  3. verdure tagliateDurante il weekend: è prevista una discreta restrizione calorica. I tre pasti principali sono interamente a base di verdure cotte o crude, sono ammessi sei spuntini (uno ogni ora) a base di tè verde e si arriva a mangiare fino a 1 kg di uva, in succo o a chicchi interi, da distribuire nell’arco della giornata. Si evitano le proteine animali mentre sono ammesse piccole dosi di yogurt e formaggio di soia: un regime vegetale semiliquido che apporta solo 900 calorie al giorno, delle quali circa 600 solo dall’uva. La prima colazione è sempre la stessa, dal lunedì alla domenica: pane integrale, centrifugati, latte di soia e l’immancabile uva. È necessario bere molta acqua (almeno 1.5 litri al giorno), per potenziare il processo disintossicante e depurativo attivato dal frutto. Questo tipo di schema è abbastanza bilanciato, almeno per i primi cinque giorni della settimana, e può quindi essere seguito con maggiore tranquillità. Essendo l’uva molto zuccherina, la dieta è fortemente sconsigliata per le persone che soffrono di diabete perché gli zuccheri semplici contenuti nell’uva causano il rapido aumento del livello di glicemia.

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