Miti da sfatare: la birra fa male?

10 Novembre 2019

La birra è una bevanda molto antica, la cui preparazione risale addirittura alle antiche popolazioni dei Sumeri e degli Egizi. Secondo quanto si racconta, si preparava addirittura più di 4.000 anni prima di Cristo in Mesopotamia. La storia narra che tutto ebbe inizio per caso con una ciotola d’orzo dimenticata all’aperto: il susseguirsi poi di pioggia e sole fece sì che il contenuto della ciotola si trasformasse in un intruglio che, una volta assaggiato, non era poi così male. Come pare ovvio con il tempo la tecnica di produzione brassicola si è affinata, nel 1516 in Baviera è stato promulgato l’editto della purezza che sanciva un proto disciplinare di produzione fino ad arrivare ad oggi, tempi in cui le birre si differenziano per stili, zone di produzione, diversità degli ingredienti. Ma per capire se bere birra fa bene oppure no è interessante partire proprio dagli ingredienti che la caratterizzano.

Come è fatta la birra?

Prendendo ad esempio una birra chiara classica, la composizione è solitamente la seguente:

  • 85% di acqua
  • 3/9% di alcol
  • 3/8% di estratto secco dove ritroviamo elementi come zuccheri, sostanze azotate, vitamine del gruppo B, sali ed acidi. Tutti elementi nutritivi di malto e luppolo.

Dal punto di vista calorico, 100 ml di birra contengono, in generale, una quantità compresa tra le 30 e le 60 kcal che non dipendono solamente dalla componente alcolica, ma anche dalle destrine e dalle proteine presenti nella birra. Infatti, sempre in 100 ml di prodotto troviamo circa 0,2 g di proteine il cui valore biologico non è significativo. Più rilevante è la quantità di carboidrati che è compresa tra i 2 e i 5 grammi, sempre per la stessa quantità di prodotto. Bere birra fa bene ma occorre sempre farlo con moderazioneLa presenza di potassio, calcio e fosforo e delle vitamine del gruppo B, in particolare dalla B6 fa sì che la birra possa contribuire a sostenere l’organismo nella sua azione di neutralizzazione degli effetti negativi dell’omocisteina e, dunque, indirettamente, prevenire le malattie cardiovascolari. È stato inoltre osservato che, in moderate quantità la birra aiuta a preservare nel tempo i giusti livelli di colesterolo “buono” HDL con benefici per la salute e la possibilità di prevenire problemi cardiovascolari. Inoltre, la birra contiene anche due componenti che conciliano il sonno: si tratta dell’acido nicotinico e della lattoflavina, responsabili dell’effetto di sonnolenza che spesso capita dopo aver bevuto una mezza pinta. La presenza di flavonoidi, invece, può stimolare un aumento della calcitonina, un ormone utile per prevenire l’indebolimento delle ossa nelle donne in menopausa. 

Quanta birra posso bere?

Chi ama questa bevanda deve sempre e comunque ricordare l’importanza della moderazione. Non si dovrebbero mai bere più di 2 o 3 bicchieri da 250 ml di birra al giorno, per non superare le dosi di alcol che il nostro organismo può tollerare. Chi ha l’occasione di bere una buona birra artigianale ogni tanto, sempre senza esagerare con le bevande alcoliche, potrà comunque risultare stupito dal fatto che questa bevanda possa racchiudere dei benefici per la salute, sempre tendendo presenti i danni che gli alcolici possono provocare quando vengono assunti in eccesso. Pertanto anche se si individuano delle caratteristiche nutrizionali positive della birra, non significa che il consumo sia da incoraggiare. Infatti, contiene, come tutte le bevande alcoliche, alcol etilico, sostanza classificata dall’AIRC all’interno del primo gruppo di alimenti e sostanze cancerogene per l’uomo.  Sempre la presenza di alcol può causare delle irritazioni per la mucosa, ragion per cui bere troppa birra può portare alla diarrea che, a sua volta, porta all’espulsione di sostanze preziose come i sali minerali, oltre all’acqua. Questa caratteristica si può rivelare particolarmente dannosa per sportivi e anziani per via delle difficoltà a mantenere l’equilibrio idro-salino.

La birra fa ingrassare?

Un altro luogo comune a proposito della birra è quello secondo il quale il consumo di questa bevanda faccia ingrassare. Si tratta di una questione con un fondamento scientifico: infatti, sebbene l’apporto calorico non sia particolarmente elevato, la presenza di alcol etilico e alcuni carboidrati semi-complessi, le maltodestrine, fa sì che la bevanda possa stimolare la produzione di insulina, l’ormone che regola lo stress e non soltanto. Infatti, l’eccesso insulinico tende di per sé a far ingrassare e l’effetto è amplificato dal fatto che gli acidi grassi dell’etanolo in gran parte non vengono trasformati in energia, ma direttamente in grasso. La cosiddetta pancia da birra, che ne può derivare, rappresenta, inoltre, un fattore di rischio anche per lo sviluppo di altre patologie legate al metabolismo, come il diabete mellito di tipo 2, ma anche l’ipertrigliceridemia cronica nei casi più gravi. In conclusione, è importante sottolineare che le considerazioni su proprietà e controindicazioni della birra non sostituiscono il parere di un medico né costituiscono una promozione a berne per beneficiare di quanto indicato, tuttavia non è nemmeno necessario demonizzare questa bevanda!

Le donne in gravidanza possono bere birra?

È bene ricordare che la birra è assolutamente da evitare per le donne in gravidanza, durante l’allattamento e per chi soffre di ulcera o patologie epatiche. Infine ricordiamo anche che la birra tradizionale è vietata anche per i celiaci.