Cascara, l’infuso di caffè che ancora non conoscevi

26 Ottobre 2020

Avete presente le classiche ciliegie? Sono molto simili ai frutti della pianta del caffè, solo che delle ciliegie si usa la polpa e si getta il seme, mentre per il caffè succede il contrario. Il seme contenuto nel frutto, detto drupa, della pianta del caffè infatti è il chicco che siamo soliti macinare a preparare in infusione con acqua per ottenere una bevanda. Ma sapevate che anche la buccia della drupa del caffè si può usare alla stessa maniera? Lo strato più esterno della ciliegia del caffè è la Cascara e può essere trasformata in una bevanda unica e deliziosa.

Cos’è la cascara

La Cascara si ottiene dal processo di trasformazione della drupa in chicco di caffè. È un sottoprodotto di lavorazione. È la buccia essiccata con un po’ di polpa ancora attaccata. Una volta spolpato il chicco, i rimasugli di frutta possono essere conservati e fatti essiccare, per poi essere consumati come un infuso. La Cascara è un derivato del caffè, ma il suo sapore ha ben poco a che vedere con il classico espresso. È dolce, ed è molto più simile a una tisana di ibisco, rose, amarene, uva passa (molto poi dipende dalla varietà di caffè usata). Può essere bevuta come un infuso o trasformata in un ingrediente per un cocktail.

Un sottoprodotto poco conosciuto

A closeup of coffee cherries used to brew cascara.

Nonostante l’infuso di Cascara sia eccezionale, la maggior parte della frutta ricavata dal caffè è ancora buttata, rappresentando uno spreco enorme. Un’altra parte è usata come fertilizzante, e solo una piccola percentuale è destinata al consumo, che rimane per lo più locale. Sono pochi, infatti, i Paesi che sono riusciti a sfruttare il potenziale della Cascara, iniziando a esportarla come prodotto pregiato al pari dei chicchi. Oggi è comunque possibile trovare la Cascara anche in Italia, all’interno dei circuiti di specialty coffee.

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