Che cosa significa caffè 100% Arabica?

18 Gennaio 2021

Tra i tanti luoghi comuni sul caffè, uno dei più difficili da estirpare riguarda proprio la dicitura sul pacchetto: 100% Arabica. Che cosa significa di preciso?

Questione di specie

100% Arabica è un’espressione che definisce solo la specie botanica dichiarata del caffè contenuto nel sacchetto. Le specie botaniche della Coffea sono più di 100, ma quelle più interessanti in senso commerciale sono due: Arabica e Robusta. Con 100% Arabica il produttore sta dichiarando che la miscela o il caffè monorigine nella confezione appartiene solo alla specie Arabica, e che all’interno non ci sono chicchi di Robusta.

Non significa che sia un caffè buono

Se ti dicessero che stai acquistando 100% vino rosso daresti per scontato che è vino buono? Oppure che è di qualità? Non avrebbe senso, così come non lo ha fidarsi della stessa dicitura su una confezione di caffè. L’Arabica è considerata di qualità superiore e costa di più rispetto alla Robusta, ma non significa che sia sempre migliore. È discutibile quanto questa differenza di gusto sia dovuto alla genetica e quanto al fatto che la Robusta generalmente non segue gli stessi standard di qualità dell’Arabica. È più importante capire come è stata selezionata quell’Arabica, che tipo di materia prima è, e come è stata lavorata. L’Arabica infatti può essere di qualità pessima, così come la Robusta.

Cosa devo sapere sul caffè che sto comprando

100% Arabica, quindi, è solo una dichiarazione dell’azienda produttrice sulla specie, ma le informazioni importanti sul caffè sono anche altre. Innanzitutto, la provenienza: l’Arabica può essere coltivata in Brasile, in Etiopia oppure in Indonesia e in altri Paesi del mondo lungo la coffee belt, con risultati in termini di qualità e di gusto molto diversi. E ancora, oltre all’origine, si può specificare anche la regione, fino ad arrivare alla farm che ha coltivato e alla stazione di lavaggio nella quale il caffè è stato processato. Un altro elemento fondamentale è la varietà, così come il processo di lavorazione, e il grado di tostatura. Sono tutti dati cruciali che – a differenza del 100% Arabica – danno informazioni sul gusto della bevanda e, ancora più importante, che chiariscono la tracciabilità del caffè e il suo percorso lungo la filiera. Il mondo dei microtorrefattori e degli specialty coffee nasce con queste basi, e tutte queste informazioni sono sempre disponibili.

Una dicitura non obbligatoria e difficile da verificare

La dicitura 100% Arabica non è in etichetta per legge, perché non è obbligatorio dichiarare la specie e la composizione del caffè, macinato o in grani, in vendita. È pura questione di marketing ed è entrata in vigore per differenziare il prodotto nel momento in cui nelle confezioni iniziava a essere inserita anche una percentuale di Robusta. Dal momento che non esiste una legge che obblighi a descrivere accuratamente il caffè contenuto nel pacchetto, 100% Arabica davvero può significare molte cose: che l’Arabica usata sia di pessima qualità, che sia un ibrido di Arabica e Robusta, o che, peggio ancora, all’interno non ci sia davvero solo Arabica ma un blend delle due specie. Se il caffè non è tracciabile, infatti, né il consumatore né il torrefattore in buona fede (se non ha una vera conoscenza della materia prima) può verificare che il caffè sia davvero 100% Arabica.