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Allarme vetro: mancano le materie prime per imbottigliare il vino

di Claudia Bartoli

Il vetro per imbottigliare il vino scarseggia e la crisi delle materie prime si riversa sul mercato. Dovremmo brindare con l’acqua a Natale?

Dopo la tragedia dello Champagne che, probabilmente quest’anno sarà assente da molte tavolate festive a causa della penuria delle materie prime per procedere all’imbottigliamento, la crisi tocca, come un dejavu, anche i produttori italiani. Il vetro scarseggia, i rincari crescono e i tempi di consegna sembrano poter aumentare anche di quattro settimane rispetto al periodo precedente. L’allarme bottiglie che Federvini ha definito reale, non riguarda solo i produttori nostrani, anzi è una problematica che interessa gran parte del settore enologico a livello globale. Anche per il vino arriva l'allarme: la mancanza di vetro sembra essere un problema mondialeOltre alla mancanza del vetro, si registrano anche difficoltà e rallentamenti per ciò che concerne le attività connesse, prima tra tutte, i trasporti; la ripresa dei consumi, dopo la crisi dovuta alla pandemia, ha, infatti, creato caos su diversi piani, provocando rallentamenti nella produzione, nelle forniture e, particolare rilevante, aumento dei prezzi delle materie prime. Inoltre, va segnalato che la carenza di vetro è dovuta anche a motivi di carattere etico poiché le fornaci attualmente in uso per produrre questo materiale sono considerate molto inquinanti, mentre la predisposizione di nuovi impianti a minor impatto ambientale non è incoraggiata attualmente. Secondo Federvini, la difficoltà a reperire il vetro per imbottigliare i vini avrà ripercussioni importanti anche sulla qualità del prodotto enologico, dato che, la carenza di bottiglie costringe i produttori ad allungare le tempistiche di invecchiamento.

Altra piaga si registra dal punto di vista dell’economia e del mercato: ovviamente, infatti, non si può offrire al pubblico nazionale né esportare un prodotto privo di imballaggio. Voci di denuncia giungono dalle parti più disparate del Pianeta: il proprietario della californiana Longevity Wines, ad esempio, si pronuncia affermando con rammarico che allungare i tempi di permanenza del vino nelle botti di legno farà sì che il prodotto sembrerà creato in una segheria. Anche in Messico la situazione materie prime non è rosea, dove pare sia impossibile reperire container per la Tequila. La Presidente di Federvini Micaela Pallini, che pur rimanendo animata da un barlume di ottimismo dovuto alla piccola ripartenza nelle consegne di prodotti eneologici dovuta all’e-commerce, commenta che in Italia oltre al vetro scarseggiano tappi ed etichette e la difficoltà si riversa anche sui trasporti, dato che, reperire i mezzi sta risultando tutt’altro che facile. Il rincaro dei prezzi potrà interessare anche i consumatori per via di un possibile aumento dei costi finali di acquisto. La soluzione? Purtroppo non sembra essere dietro l’angolo.