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Perché la vaniglia (buona) è così costosa?

di Carlotta Mariani - Manuela Chimera • Pubblicato 19 Agosto 2019 Aggiornato 28 Maggio 2024 15:01

Fra zafferano e vaniglia non sappiamo chi scegliere. Ma perché la vaniglia è così costosa? E qual è il costo medio? Questa spezia è una delle più usate e amate nel mondo, perfetta soprattutto per preparare i dolci. Eppure ogni volta che la compriamo è un salasso

perché la vaniglia costa così tanto? È una spezia molto usata in cucina, soprattutto per realizzare profumati dolci, ma anche ricette salate, profumi, oli essenziali, creme cosmetiche. Eppure è la seconda spezia più costosa, preceduta solamente dallo zafferano. Riassumendo molto, il motivo per cui costa così tanto risiede nelle difficoltà di produzione.

La pianta responsabile di questo dolce profumo appartiene alla famiglia delle orchidee. È originaria del Messico dove gli Aztechi sfruttavano le sue proprietà aromatiche per preparare una bevanda a base di cacao chiamata Xocoatl. I conquistatori spagnoli portarono la vaniglia in Europa e vari furono i tentativi di coltivazione di questo tipo di orchidea, soprattutto da parte dei francesi. Del resto, Madame de Montespan, la più famosa amante del re Luigi XIV di Francia, amava fare un bagno aromatizzato con questa spezia. Ma non solo.

È un ingrediente importante di una delle preparazioni base della pasticceria francese, la crema Chantilly, che si dice sia stata inventata da François Vatel, cuoco dello stesso Luigi XIV. Gli esperimenti francesi però furono un fallimento. Persino quelli sull’isola Bourbon (oggi chiamata La Réunion), nell’Oceano Indiano, a est di Madagascar, non andarono a buon fine. Eppure la vaniglia Bourbon oggi è rinomata… che cosa è successo? Questa storia ci aiuta a capire perché questo ingrediente sia uno dei più costosi al mondo.

Perché la vaniglia ha un prezzo così alto?

vaniglia bacche

 

I problemi di produzione della vaniglia

Appartengono alla famiglia del genere Vanilla circa 110 specie diverse, ma solo tre di queste producono frutti aromatici e sono interessanti a livello commerciale. La più importante è la Vanilla planifolia, poi c’è la Vanilla pompona, di qualità più bassa, e la Vanilla tahitensis, la meno coltivata.

La coltivazione, iniziata in Messico, oggi è diffusa anche in Madagascar, in Indonesia, in Giamaica, alle isole Mauritius, nella Polinesia francese, in Papua Nuova Guinea e persino in Cina, che in poco tempo è diventato uno dei maggiori produttori al mondo. Come si è riusciti ad arrivare a questa diffusione dopo i primi fallimenti? Il problema delle piante coltivate al di fuori del Messico era l’assenza dell’animale in grado di impollinare i fiori, ovvero l’ape del genere Melipona.

Nel 1841, il giovane schiavo Edmond Albius sull’isola di La Réunion capì il trucco: la fecondazione artificiale. Edmond creò un sistema di impollinazione con un bastoncino di bambù utilizzato ancora oggi. Sistema che, essendo manuale, implica tantissima manodopera. Certo, spesso si tratta di lavoro a bassissimo costo, ma la coltivazione della vaniglia resta tutt’altro che semplice e veloce.

Pensate che prima di poter raccogliere i baccelli è necessario che la pianta abbia 3-4 anni e i fiori di questa orchidea fioriscono per un solo giorno all’anno. Le difficoltà sono finite qui? Ovviamente no, perché il frutto, per arrivare a maturazione, ci impiega circa 9 mesi e non ha in natura quell’aroma dolce che tutti noi conosciamo. Per ottenerlo deve subire un lungo trattamento che può durare alcuni mesi.

Problemi anche di clima e di criminalità organizzata

 

Ma non solo. A rendere la vaniglia la seconda spezia più costosa al mondo dopo lo zafferano intervengono altri importanti fattori. Da una parte la richiesta in costante crescita di aromi naturali, che si scontra con problemi climatici (per esempio, il disastroso ciclone Enawo nel 2017) che riducono o danneggiano i raccolti e con la speculazione e la criminalità organizzata, attirati dalla forte domanda mondiale di questo prodotto.

In Madagascar, primo produttore al mondo, i coltivatori hanno iniziato a raccogliere le bacche non ancora mature per difendersi dai ripetuti furti di bande criminali. Questo tipo di conservazione, però, danneggia la qualità del prodotto. C’è chi può permettersi guardie e sistemi di sicurezza avanzati e chi invece si fa giustizia da solo contribuendo a un clima di insicurezza politica e sociale nel Paese. Ci sono poi i trafficanti di palissandro, un legno pregiato il cui abbattimento è illegale in Madagascar, che riciclano i propri guadagni speculando sul mercato della vaniglia.

 

Secondo gli analisti, la situazione non può continuare a lungo, la bolla è vicina. Quanti riusciranno a sostenere ancora queste cifre? Dal 2013 al 2018, in soli cinque anni quindi, il prezzo è passato da 20 a 600 dollari al kg.In questo modo un chilo di vaniglia costava più di un chilo di argento, uno dei metalli più pregiati. C’è già chi, a livello industriale utilizza vanillina, il composto aromatico della vaniglia, sintetizzata in laboratorio. La stessa vanillina che noi stessi compriamo al supermercato a un prezzo più basso rispetto alle bacche di vaniglia intere.

Ci sono poi estratti, granuli, polveri e nuovi prodotti, anche naturali, per dare sapore ai nostri cibi. La testata Food Business News, intervistando David Van Der Walde, direttore dell’azienda canadese di importazione Aust & Hachmann Ltd., segnala che nel 2019 c’è stata una lieve diminuzione dei prezzi. Ora la vaniglia costa tra i 475 e i 500 dollari al kg. Secondo Van Der Walde, il picco è stato raggiunto e la spezia al momento disponibile ha una qualità migliore. Notizie che fanno ben sperare e, in attesa di nuovi sviluppi, possiamo tornare a sognare una coppa di delizioso gelato alla vaniglia.

Quanto costa la vaniglia al kg?

Per quanto riguarda il costo della vaniglia al kg, ci sono ovviamente delle differenze a seconda della qualità più o meno pregiata di quei baccelli. Al supermercato, per esempio, un chilo di vaniglia costa dai 1.500 euro fino a 3mila euro al kg.

Ovviamente nel nostro piccolo non andremo certo a comprare la vaniglia a chili. Dando un’occhiata agli store online, troviamo che i baccelli di vaniglia Bourbon del Madagascar costano 340 euro per 250 grammi di prodotto. Su un altro sito troviamo i baccelli del medesimo tipo, ma di qualità Gourmet Noir, a 55,90 euro per 250 grammi di prodotto. Su Amazon, invece, 15 baccelli di Vaniglia Bourbon costano 27,90 euro, mentre quella in polvere nel formato da 50 grammi costa 30 euro (quindi 500 euro al kg). Come vedete i prezzi sono molto variabili, ma sempre tendenti all’alto.

Per contro la classica vanillina in polvere che trovate nei supermercati, su Amazon costa 0,29 euro per un pacco da 2×0,5 grammi, mentre una confezione di aroma liquido al gusto vaniglia costa 0,75 euro (ma anche qui sarebbero comunque 187,50 euro al kg).

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