Potenza aromatica: 6 vini passiti che dovreste provare

10 febbraio 2016

Inebriano, ammaliano: i vini passiti invitano ad abbandonarsi al piacere. Con dolcetti, biscotti, frutta secca e candita, per tradizione questi nettari dalla potenza aromatica che conquista al primo sorso sono sempre stati la parentesi voluttuosa dopo un pasto di festa, in tutta italia si trovano esemplari di vino passito la cui origine è millenaria, come quello di pantelleria il benvenuto offerto ai propri ospiti nel salotto di casa o un toccasana dal potere terapeutico. Chiamati vini da meditazione, oggi sono anche ricercati dai gourmet come elisir da aperitivo o per il dopocena per accompagnare formaggi e sfiziosi stuzzichini. Questa tipologia rappresenta uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy. Lungo tutto lo Stivale si trovano esemplari la cui origine è millenaria, basti pensare al Passito che si produce a Pantelleria e che vanta più di duemila anni di storia. Sono l’eredità di civiltà antiche, monumenti archeolgici che ci dicono tanto del vino che si beveva al tempo dei Fenici, dei Greci, degli Etruschi, dei Romani.

passito

Le tecniche con cui si ottengono sono diverse: vendemmie tardive, appassimento sui graticci al sole o al coperto, muffa nobile, vendemmia a temperature sotto lo zero. I vini passiti evocano altri mondi, atmosfere esotiche, ricordi di Natale, l’exploit della primavera; esprimono tutta la tipicità dell’uva e del territorio in cui nascono. Il loro bouquet può ricondurci alle rotte delle spezie d’oriente, ai sapori dell’alta pasticceria e delle confetture casalinghe, alle erbe aromatiche e ancora ad altre mille sfumature. Ogni vino ha poi una sua identità che lascia il segno nel ricordo. Prorompenti e allo stesso tempo eleganti, ecco 6 passiti da assaggiare per gratificare voi stessi quando volete ritagliarvi un momento tutto per voi o da segnare nella lista delle chicche da condividere nelle occasioni di convivialità.

  1. quintarelli reciotoRecioto della Valpolicella 2004 di Giuseppe Quintarelli. Non si può parlare di passiti senza citare questo vino e l’eredità che ci ha lasciato il Bepi, uno dei più grandi interpreti del vino italiano. Possiede una ricchezza infinita, è destinato a sfidare il tempo. Vivo, fitto, solenne. Speziato, si apre con note di frutti neri, tra cui spicca la ciliegia nera, di caffè, cacao, di cuoio.
  2. chaudeluneChaudelune Vin de Glace Vallée d’Aoste D.O.C. 2012 Blanc de Morgex et de La Salle. Un prezioso ice wine che nasce ai piedi dei ghiacciai del Monte Bianco, frutto di vendemmie notturne nel rigido inverno d’alta quota e ottenuto da un vitigno antico, il Prié Blanc. Armonico e complesso, dolce e dalla freschezza tagliente. Ricorda il miele, i fichi, le spezie, la frutta candita e disidratata.
  3. il canto del ciòIl Canto del Ciò di Podere Pradarolo. Una sferzata di freschezza e sensualità dalle colline parmensi. Questo passito di Termarina (Corinto rosa) ottenuto con metodo solera regala un bouquet di rosa e frutti gialli. Raffinato, di grande bevibilità con una dolcezza delicata che non sovrasta il profilo aromatico. Da bere fresco sotto un cielo estivo stellato in compagnia di un sorbetto alle rose.
  4. capelliniSciacchetrà 2008  firmato da Luciano Capellini. Un vino estremo delle Cinque Terre che nasce su terrazze a strapiombo sul mare. Pochissime sono le bottiglie prodotte: questa è una rarità ligure assolutamente da degustare se si vuole approfondire con i sensi la conoscenza di una tradizione enologica che ha rischiato l’estinzione. Note di frutta a polpa gialla, erbe aromatiche da macchia mediterranea, sfumature di miele, datteri e arancia candita. Un passito aggraziato, ampio, che chiude con piacevoli note saline.
  5. passito cantine violaMoscato Passito di Saracena 2014 di Cantine Viola. Avvolgente, incanta i sensi con note di arancia candita, di frutta esotica, fichi e albicocca. Estremamente elegante e fine. Grande interpetazione di un’antica tecnica rimasta immutata dal 1500 prerogativa di un paesino ai piedi del Pollino calabrese, Saracena, e che ha conquistato il palato dei Papi. Il vino da scegliere se si è amanti dei formaggi erborinati.
  6. ferrandesPassito di Pantelleria 2007 di Salvatore Ferrandes. Questo nettare proviene dal sistema tradizionale di allevamento ad alberello in conca nel 2014 nominato patrimonio dell’Unesco. Un vino deciso, audace ma estremamante raffinato; racchiude l’essenza del Mediterraneo e tutta la profondità di quest’isola. Sentori di zagara, note saline, aromi di zenzero, frutta a polpa gialla, mandorla rendono l’esperienza gustativa indelebile.

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