Curiosità: che cos’è il pepe di Timut?

26 aprile 2017

Se le parole fossero importanti, non parleremmo del pepe di Timut. Perché non è un pepe, in fondo, ma la buccia di una bacca. Una buccia profumata, vermiglia e incredibilmente inebriante. Coltivata principalmente tra le alture del Nepal, ha ancora una ridotta diffusione dalle nostre parti, pur vantando una grande particolarità di aromi e di abbinamenti azzeccati.

Coltivazione e raccolta

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Il Timut nasce in Nepal da un albero a medio fusto, con rami spinosi e piccole foglie profumate di limone, basilico aromatico e una punta di menta. Dato che riesce a sopravvivere in suoli secchi e anche vicino a terreni coltivati senza impoverire il suolo, la raccolta del Timut rappresenta una fonte di reddito per le donne e in generale per le fasce di popolazione più povera, visto che la raccolta delle bacche, attaccate a un piccolo ramo, è fatta agevolmente a mano. Le bacche sono poi lasciate a seccare al sole e rigirate continuamente su grandi vassoi di vimini, fino a quando non sono pronte per essere riposte al chiuso e unite alle pietanze: il pepe di Timut, infatti, non va macinato ma solo leggermente pestato.

Aromi

È forse l’aspetto più affascinante di questo prodotto: l’aroma è penetrante, con note fortemente agrumate che fanno pensare subito a pompelmo, lime e frutto della passione, per poi lasciare in sottofondo qualche sentore di fiori bianchi. Nel farne uso bisogna ricordarsi che una delle proprietà più particolari del Timut sta nella capacità di addormentare temporaneamente le parti della bocca che ne vengono a contatto, provocando una sensazione unica.

Utilizzo

La zuppa di lenticchie indiana

Proveniente dalla stessa famiglia del pepe di Sichuan, la Zanthoxylum, il Timut si presta a una gamma di abbinamenti molto ampia. Nelle creme di carciofi o asparagi, ad esempio, gioca un ruolo da protagonista, ma ancor più con il pesce come fanno in Tibet, e in particolare con aragosta e astice, cui dona profondità e ricchezza di gusto. Senza contare che sta benissimo anche con il cioccolato, o con un sorbetto d’ananas. Lanciandosi in cucine lontane, basta aggiungerlo a un ottimo daal o in una marinata di pollo con cumino e curcuma per viaggiare con il palato e pochi spiccioli.

Benefici

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La bacca, le foglie e i semi di Timut sono utilizzati dalle popolazioni nepalesi come rimedio naturale nella cura dello stomaco e della milza, senza contare gli effetti diuretici, battericidi e fungicidi che svolge quando è aggiunto alle preparazioni. I frutti, inoltre, li usano anche nella preparazione di infusi per combattere la febbre e le difficoltà di digestione. Anche senza frutti, comunque, una sferzata agrumata non potrà che fare del bene ai vostri piatti.

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