Home Cibo 8 milioni di pizze sfornate ogni giorno: perché gli italiani amano la pizza

8 milioni di pizze sfornate ogni giorno: perché gli italiani amano la pizza

di Marta Manzo

Un’indagine di Eataly rivela come gli italiani si approcciano alla pizza, dagli ingredienti ai prezzi, dallo stile alla frequenza di consumo.

Altro che piatto semplice e di poche pretese: con più di otto milioni di prodotti sfornati ogni giorno, la pizza si conferma la regina della nostra cucina e gli italiani le rinnovano costantemente il proprio amore. ogni giorno i forni italiani producono almeno 8 milioni di pizze Lo rivela una nuova indagine, realizzata da Eataly e presentata durante l’evento Impronte di Pizza, che fotografa un Paese in cui la pizza è caposaldo della dieta, è un prodotto di qualità e si mangia almeno una volta alla settimana. Dati alla mano, il 60% dei nostri connazionali sceglie questo piatto ogni sette giorni, mentre il 15% addirittura più di una volta alla settimana. Con un consumo accorto, non più come un prodotto veloce e per chi ha poco tempo, ma di qualità, che strizzi l’occhio alla salute, con ottimi impasti, lievitazioni, qualità e eccellenza degli ingredienti.

tipi di farina per pizza

Per i primi, dice l’indagine, grande fortuna continua a riscontrare la farina 00 (48% degli italiani), ma cresce il movimento di coloro che scelgono le farine multicereali o integrali (32%, soprattutto in Lombardia) e chi sceglie il gluten free (2%). Per quanto riguarda invece le lievitazioni, invece, il sondaggio rivela che il 65% degli intervistati – e molto più al Sud – sono consapevoli del ruolo svolto dai tempi e dal tipo di lievito utilizzato in termini di digeribilità del prodotto.

Infine – e ciò desta realmente stupore – gli italiani prestano grandissima attenzione agli ingredienti che compongono la pizza: il 50% definisce importante e il 38% molto importante poter conoscere l’origine degli ingredienti con cui è preparata, sia nell’impasto, sia nei condimenti. Il che trova ulteriore conferma nella preferenza per le pizze preparate con ingredienti biologici, IGP/DOP e presidi Slow Food.

Se poi ci si addentra nell’annosa questione scuole di pizza, dall’indagine emerge che a vincere è la pizza napoletana, preferita dal 35% degli intervistati, seguita da un 26% di aficionados a quella romana e da un 25% appartenente al cosiddetto fronte via di mezzoLa ricetta più scelta rimane la Margherita, ma aumentano le preferenze per la Diavola, seguita a sua volta dai consensi della Capricciosa, prodotto che riscuote molto successo in Sicilia.

Infine, parliamo di prezzi: gli italiani sanno che per la qualità vale la pena spendere e, per una pizza margherita di livello, il 48% degli intervistati si dichiara disponibile a spendere 6-7 euro, In media siamo disposti a spendere 10 euro per una margherita mentre il 18% arriva agli 8-9 euro. Le percentuali variano molto da regione a regione, ma i 10 euro sembrano essere una comune soglia limite: anche nelle regioni con livelli occupazionali e redditi più alti come Lombardia e Veneto non più del 5% degli intervistati è disposto a spendere più di quella cifra per una pizza Margherita, quand’anche si tratti di una pizza gourmet.

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