Il Kit Kat al matcha è pronto a conquistare l’Italia

15 Ottobre 2019

Dopo il Ruby, il Green: oggi c’è un nuovo Kit Kat da instagrammare. Si tratta del Kit Kat al tè matcha, anzi Green Tea Matcha. Una ricetta nuova per il mercato europeo, realizzata con fave di cacao certificate UTZ e tè verde matcha originario del Giappone e della Cina. Il matcha è il tè verde in polvere che in Giappone si consuma da secoli e che, anche grazie alle sue proprietà, antiossidanti, detox e anti-invecchiamento, sta prendendo sempre più piede in Italia dove spesso è usato anche per la preparazione di bevande e dolci. In Giappone il Kit Kat al matcha esiste dal 2004 ed è uno dei più amati e consumati, tanto da essere disponibile in 10 tipologie.

Verde naturale

In Italia il Kit Kat Green Tea Matcha, caratterizzato dal mix di cioccolato bianco che si sposa con il sapore aromatico del tè, e da un colore verde giada (naturale) arriva adesso, sia per seguire le tendenze dell’alimentazione (che guardano sempre più a Oriente), 350 gusti diversi, di cui 40 sempre disponibili tutto l'anno sia per rendere disponibili anche agli amanti del wafer al cioccolato Kit Kat che non vivono in Giappone nuovi gusti. Nel Paese del Sol Levante infatti, il Kit Kat è una sorta di amatissimo souvenir declinato centinaia di gusti locali e ambite edizioni limitate. Da allora i gusti sono arrivati a ben più di 350: tè verde, uno dei primi; salsa di soia, tra i più venduti di sempre; patate dolci, che si trova solo a Okinawa; fagioli rossi azuki, venduti nei caffè della città di Nagoya; al wasabi, tipici di Shizuoka. I gusti principali e sempre disponibili sono 40, a cui se ne aggiungono altri 20-30 a rotazione. Il Kit Kat attualmente più venduto in Giappone è il mini, più piccolo e con solo due lingottini: 4 milioni al giorno.

Come nasce un nuovo gusto Kit Kat

Un nuovo gusto di Kit Kat può nascere in tre modi diversi. Il più immediato è quando l’ufficio marketing cerca un accordo con un’altra azienda e propone un gusto che riprenda un loro prodotto di successo: è il caso del Kit Kat al gusto Tokyo Banana, il marchio che produce l’omonimo dolce. Altrimenti può essere una proposta del team che studia lo sviluppo dei nuovi prodotti o una nuova invenzione dello chef Yasumasa Takagi, che dal 2003 è una sorta di mastro Kit Kat. Le sue barrette hanno gusti esotici e alla moda, sono fatte con gli ingredienti di maggior pregio e sono vendute nelle 6 Cioccolaterie Kit Kat del paese, simili a boutique di dolci.

Il luogo di produzione è fondamentale

I Kit Kat, come anche la Nutella, sono leggermente diversi in base a dove sono prodotti. In Regno Unito Nestlé usa il milk crumb, prodotto col latte in polvere zuccherato. Negli Stati Uniti Hershey – che ha ancora la licenza di produzione e distribuzione – usa latte scremato, mentre in Giappone si usa la polvere di latte intero. Qui la maggior parte delle fave di cacao arriva dall’Africa occidentale mentre negli Stati Uniti sono mescolate con quelle dall’America Latina. C’è solo una cosa che resta sempre la stessa, tra centinaia di sapori, dimensioni e ingredienti: il wafer, il cuore del suo successo.