Liquori storici: il fascino del Caffè Borghetti

27 Settembre 2020

Ci sono bevande destinate al successo: il Caffè Borghetti ha imboccato da subito il binario giusto. Nato per riscaldare operai e pendolari, si è imposto come il liquore al caffè preferito dai tifosi di mezza Italia. Le origini di questa miscela a base di alcol e caffè risalgono al 1860. Ugo Borghetti, proprietario del Caffè Sport di Ancona, ideò questa bevanda da vendere agli operai impegnati a realizzare la tratta ferroviaria Pescara-Ancona. Fu subito un trionfo.

Borghetti, intuendo le potenzialità della sua invenzione, si trasferì a Roma per avviare la produzione industriale del suo liquore al caffè. La miscela fu perfezionata con Arabica e Robusta. La stella rossa e oro sull’etichetta diventò un marchio di fabbrica conosciuto da tutti. Il Caffè Borghetti si diffuse rapidamente nel periodo del Ventennio, affermandosi come una bevanda per famiglie. Dopo decenni di grande popolarità l’azienda purtroppo fallì negli anni Settanta.

Il marchio fu affittato alla ditta Barrovecchio di Jesi fino al 1976 quando la società Carpano lo acquistò all’asta. Nel 1982 il marchio tornò di nuovo sul mercato e le Distillerie Fratelli Branca acquistarono il 50 per cento della società, fino a perfezionare l’operazione nel 2001 rilevando le quote restanti.

LE ORIGINI DELLA BEVANDA

L’abitudine di usare miscele a base di caffè, rum e anice con aggiunta di abbondante zucchero e scorza di limone è particolarmente diffusa tra i pescatori sull’Adriatico. Probabile che Borghetti, per la sua bevanda, si sia ispirato a bevande come la moretta, il turchetto e il caffè del marinaio. Sono 25 i gradi del liquore ideato da Ugo Borghetti.

UNA RICETTA CASALINGA

Non presenta particolari difficoltà la preparazione del liquore al caffè. Ecco perché in molte famiglie c’è l’abitudine di preparare la bevanda direttamente a casa. Basta sciogliere in una bottiglia d’acqua circa 200 grammi di zucchero in 300 cl di acqua tiepida, aggiungere poi 300 cl di alcol puro, 7 tazze di caffè ristretto e lasciare a riposare per 12 ore. Si aggiunge un pizzico di vanillina per dolci e si finisce di riempire la bottiglia con acqua fredda. Quaranta giorni di riposo, in un luogo asciutto e lontano dal sole e il liquore al caffè è pronto.

UN LIQUORE VERSATILE

Il caffè Borghetti si adatta a qualsiasi contesto come ben sanno i tifosi di calcio che da sempre lo usano per una sferzata di energia tra il primo e il secondo tempo del match. Al bar si può ordinare liscio o con aggiunta di ghiaccio. Il recupero di liquori vintage, da parte di molti cocktail bar, lo ha visto tornare in auge anche al bancone. Tra le miscelazioni più riuscite il King George con panna montata, l’Espresso Borghetti con aggiunta di vodka e le varianti Black Russian con aggiunta di ghiaccio e White Russian con panna fresca liquida e ghiaccio. A casa il Caffè Borghetti è molto utilizzato nella preparazione del classico tiramisù.

LA BEVANDA DEI TIFOSI

La versione mignon da 30 ml col tappo rosso, affettuosamente chiamata Borghettino, è la più amata dai supporter di calcio. Negli stadi le vendite del Caffè Borghetti registrano numeri importanti. Addirittura con il termine borghettari si indicano i venditori abusivi della bevanda. Il calcio italiano non avrebbe lo stesso sapore senza il caffè Borghetti.

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