Com’è nato il Martini cocktail?

13 Ottobre 2020

Un cocktail ormai entrato nel mito dalle origini incerte, quasi misteriose per alimentare ancora di più il fascino di questo celebre drink pre-dinner. Il Martini è a base di gin e vermut dry, molti lo chiamano per questo Martini Dry. Secondo alcuni sarebbe stato inventato intorno al 1860 dal barman Jerry Thomas, tre leggende circolano intorno alla sua nascita personaggio storico della mixology. La ricetta originale sarebbe stata a base di bitter, gin, maraschino e vermut dolce, con una fetta di limone e due gocce di sciroppo. Esistono però versioni discordanti che attribuiscono l’idea vincente a Julio Richelieu: il Martini Cocktail sarebbe nato qualche anno dopo, nel 1874, in California. Questo barista dalle origini ispaniche avrebbe servito a un minatore della celebre Gold Rush (la Corsa all’oro) un Martinez Special preparato con 2/3 di gin, 1/3 di Vermouth, una spruzzata di bitter all’arancia sul ghiaccio tritato e servito con un’oliva. A forza di bere Martinez la “Z” sarebbe col tempo scomparsa. Infine, come tutte le leggende che si rispetti, c’è anche una terza versione che attribuisce a tal Martini, barista di Arma di Taggia, il cocktail creato espressamente per il milionario John D. Rockefeller e servito nel 1910 al bar del Knickerbocker Hotel di New York, di proprietà degli Astor. Tra le versioni meno accreditate il Dry Martini deriverebbe dal Manhattan a base di whisky, gin e vermut rosso. Di certo è nato negli States e solo successivamente si è diffuso nel resto del mondo.

I fan del cocktail

Rockefeller è solo uno dei tanti vip che si sono fatti conquistare da questo cocktail solo apparentemente facile. Da tutti è ritenuto il banco di prova della bravura di un bartender. Chissà come sarebbe stato il mondo della letteratura angloamericana se Francis Scott Fitzgerald, Truman Capote ed Ernest Hemingway non avessero avuto il loro drink preferito. Addirittura l’autore de Il vecchio e il mare può contare su un twist tutto per sé: appena un goccio di vermut sul ghiaccio. Il Martini Cocktail è davvero una star e l’elenco dei fan della geniale mistura è a dir poco infinito: gli attori Humphrey Bogart, Liz Taylor e Richard Burton, i registi Luis Buñuel e Woody Allen, il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt dopo aver firmato la fine del proibizionismo e perfino segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica Nikita Kruscev.

L’agente segreto 007

james bond

Il Martini Cocktail deve tanta della sua popolarità sul grande schermo a Ian Fleming: il celebre agente segreto 007 nato dalla penna dello scrittore inglese è un fan del cocktail. Celebre la frase che compare sempre nei film di James Bond: “Vodka Martini agitato, non mescolato“. Esiste anche una variante, il Vesper cocktail, proprio dedicato a 007.

La ricetta originale

martini cocktail

Ecco la ricetta per il Martini cocktail: 6 cl di gin, 1 cl di vermut dry, 1 oliva o 1 scorza di limone, ghiaccio. Fondamentale per la riuscita è raffreddare la coppetta con del ghiaccio. In un bicchiere si mette del ghiaccio e poi si versano vermut e gin. Si mescolano, si toglie il ghiaccio dalla coppetta e si versa il cocktail filtrandolo. C’è chi aggiunge un’oliva, chi prende la scorza di limone e strizza qualche goccia nel cocktail per aromatizzarlo con l’essenza dell’agrume.

Le frasi celebri

martini cocktail

Un sostenitore insospettabile del cocktail è stato Umberto Eco che ha scritto: “Il Martini migliore è quello che ti fai da te… tanto che oserei dire che il momento magico è quello in cui lo si fa, non quello in cui lo si consuma” mentre per il barman Mauro Lotti, un’autentica autorità quando si parla del celebre drink, “non esiste il Martini perfetto, ma c’è un Martini per ognuno di noi. Basta solo scoprire quale sia”.

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