6 errori che fai quando usi l’aglio in cucina

12 Gennaio 2021

Usiamo l’aglio come base per moltissime preparazioni, in tanti modi diversi. Pur essendo un ingrediente così comune, tuttavia, non è così semplice da utilizzare come invece potremmo aspettarci: dietro l’angolo ci sono alcuni errori, infatti, in cui è facile incappare. Vediamo quali.

  1. Usi l’aglio vecchio. Può succedere di ritrovarsi ad acquistare, a propria insaputa, dell’aglio vecchio. Da fuori potremmo non notare alcuna differenza, ma una volta a casa e nel momento del bisogno ecco lì lo spicchio giallastro e quasi maleodorante. Idealmente l’aglio più fresco si trova a cavallo tra la metà dell’estate e l’inizio dell’autunno. Per avere la certezza che, anche in altra stagione, stiamo acquistando il prodotto giusto, basta aguzzare la vista e armarsi di tatto. Con la prima bisogna guardare che le teste siano molto bianche (o violacee) e sode. Con il secondo, invece, bisogna provare ad applicare una leggera compressione tutt’intorno. Se l’aglio risulta solido e asciutto – non avvizzito – è dunque fresco. Da evitare anche l’aglio germogliato, sintomo di una cattiva conservazione. 
  2. Lo stai conservando male. Come per le cipolle o le patate, la conservazione dell’aglio prevede un luogo e asciutto e buio, a temperatura ambiente, in cui l’aria circola regolarmente. Questo gli consente di non germogliare e rovinarsi troppo presto. Un altro metodo è tenerlo in un sacchetto di carta, sempre in un ambiente asciutto e fresco, oppure utilizzare gli appositi sacchetti in stoffa. Se ben conservato, l’aglio dura alcuni mesi. Bisogna anche fare attenzione, quando si usa, a staccare i singoli spicchi dalla testa senza sbucciare anche quelli accanto. Solo così si riuscirà a conservare la freschezza dell’aglio a lungo. 
  3. Lo sbucci nel modo sbagliato. Sbucciare l’aglio nel modo giusto, salvando le dita da settimane di cattivo odore, può essere un buon metodo per ridurre anche i tempi di preparazione. Qui vi avevamo segnalato 5 trucchi infallibili per sbucciare velocemente l’aglio. Prendete appunti, perché anche stavolta vi saranno utili. 
  4. Lo prepari nel modo sbagliato. Anche questo argomento ci è molto a cuore: a seconda di come si taglia l’aglio – tritandolo, affettandolo, in camicia – si rilascia più o meno allicina, che si traduce in più o meno sapore e piccantezza nel piatto che stiamo approntando. Sapere quale risultato vogliamo ottenere, a seconda della preparazione, consente di non fare errori sul tipo di taglio che sarebbe opportuno scegliere. Come lo scopriamo? Ve lo abbiamo raccontato qui. Un altro appunto: cercate di fare i pezzi tutti uguali (o perlomeno quanto più simili possibile). La cottura sarà uniforme e anche l’occhio avrà la sua parte. 
  5. Lo cucini troppo. Non è necessario bruciare l’aglio nell’olio per sprigionare tutto il suo potenziale aromatizzato. Anzi, quando l’aglio è fin troppo dorato (diremmo marrone) rilascia un sapore piuttosto sgradevole e amaro. Il consiglio è quello di soffriggerlo con cura senza esagerare – nella forma che serve per la preparazione che avete davanti – tanto quanto di aggiungerlo più avanti nel processo di cottura, per rilasciare tutti i suoi succhi senza però bruciare. 
  6. Stai usando un sostituto. Ultimo errore, piuttosto frequente in caso di pigrizia, è pensare che uno spicchio d’aglio fresco sia perfettamente equivalente a un prodotto tritato e secco confezionato. In realtà, una volta rimosso dal suo bulbo originale e tritato, l’aroma e il gusto dell’aglio cambiano (parliamo sempre di allicina) andando a indebolirsi sempre più nel tempo. L’aglio tritato che troviamo confezionato tra le spezie, inoltre, è spesso mescolato con conservanti, che ne alterano il gusto originale. Se vi è capitato di annusarne una confezione sapete di cosa stiamo parlando: al naso il sentore che si ha è quello di utilizzare dell’aglio già passato e un po’ stantio, ben diverso da quello fresco, pungente e profumato. 
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