10 vini rosè perfetti per le tue sere d’estate

23 Luglio 2021

All’inizio si pensava fosse soltanto una moda passeggera e invece, contro ogni pronostico, i volumi delle vendite di vini rosati sono cresciuti con costanza nel corso degli anni. una tipologia di vino spesso snobbata da critica e guide Una tipologia ingiustamente snobbata dalla critica e dalle guide di settore, nonostante il gradimento dei consumatori. A colmare questo vuoto ci hanno pensato le giornaliste e sommelier Adele Elisabetta Granieri e Chiara Giorleo che lo scorso maggio, nell’isola di Procida, hanno presentato 50 Top Italy Rosé, nuova guida online dedicata appunto al mondo dei rosati (la prima guida italiana ad essere diretta esclusivamente da donne) sotto il marchio 50 Top, progetto editoriale che ha raccolto grande consenso grazie alle famose classifiche sulle pizzerie e sui ristoranti. Anche secondo noi di Agrodolce i vini rosè meritano maggiore attenzione. Ecco dunque una selezione di 10 etichette, dalla Franciacorta alla Sicilia, da provare quest’estate:

  1. Annamaria Clementi – Ca’ del Bosco. La migliore bollicina rosé d’Italia del 2021 secondo la neo guida 50 Top Italy Rosè. L’Annamaria Clementi Rosé è la massima espressione del puro Pinot Nero vinificato in rosa, in pieno stile Ca’ del Bosco. Una Cuvée di estrema eleganza, dal perlage finissimo, dedicata alla fondatrice della storica azienda della Franciacorta.
  2. Berlucchi ’61 Nature Rosé. Restiamo in Franciacorta con un’altra cantina storica, dove nel 1962 è nata la prima bottiglia di Metodo Classico Rosé italiano. Da allora la produzione di rosati rappresenta un vanto per Berlucchi, con ben il 10% della produzione dedicata a questa tipologia. Tre le etichette da provare c’è il ‘61 Nature Rosè, di cui è appena stata presentata la nuova annata 2014. Prezzo medio al pubblico 40 euro circa.
  3. Cerasuolo d’Abruzzo – Valentini. Uno dei vini simbolo dell’enologia abruzzese. L’annata 2019 è stata premiata come migliore vino rosato, per la categoria fermo, dalla guida 50 Top Rosè. Il produttore è Francesco Paolo Valentini titolare dell’azienda di famiglia a Loreto Aprutino, in provincia di Pescara. Ottenuto da uve Montepulciano vinificate artigianalmente, in totale assenza di contatto con le bucce. Prezzo medio al pubblico 55 euro circa.
  4. Baldovino – Tenuta I Fauri. Cerasuolo d’Abruzzo da uve 100% Montepulciano coltivate, dai fratelli Luigi e Valentina Di Camillo, in un vigneto a tendone a Francavilla al Mare, nel cuore di Chieti, tra le colline che dalla Maiella scendono fino all’Adriatico. Fruttato, floreale con un gradevole retrogusto di mandorle amare. Prezzo medio al pubblico 12 euro circa.
  5. JeT – Castello di Montepò. Lunga persistenza, sapidità e grande equilibrio tra naso e bocca, sono gli aspetti peculiari del primo rosato prodotto da Sangiovese grosso BBS11, la selezione clonale impiantata – oltre 30 anni fa – da Jacopo Biondi Santi nelle vigne della tenuta di Castello di Montepò, in Maremma. Il nome racchiude le iniziali di Jacopo e Tancredi, padre e figlio, a suggellare quel patto generazionale tra presente e futuro che si rinnova dal 1300 fino ai giorni nostri. Prezzo medio al pubblico 18 euro circa.
  6. Segno – Librandi. Da uve di Gaglioppo in purezza, questo vino rosato si distingue per la sua freschezza e versatilità negli abbinamenti con il cibo. Da quattro generazioni la famiglia Librandi è impegnata nella promozione della DOC Cirò e dei vitigni autoctoni della Calabria, come appunto il Gaglioppo. Prezzo medio al pubblico 9 euro circa.
  7. Greco Nero – Statti. Guadagna la vittoria nella prima selezione del concorso “Miglior vino rosato del Mediterraneo” l’autoctono calabrese dell’azienda Statti.  Ottenuto dalla vinificazione in purezza della varietà ancestrale Greco Nero, è un vino ben equilibrato, ideale per accompagnare i piatti estivi a base di pesce e le fritture. Prezzo medio al pubblico 9,50 euro circa.
  8. Madamarosè – Tasca d’Almerita. Un rosato elegante che prende vita dalla vigna di Syrah nella tenuta Sallier de la Tour, a pochi chilometri dal mare e immersa nell’ambiente pedemontano della Valle dello Jato. Tra queste verdi colline la varietà internazionale riesce a esprimersi in tutta la sua complessità: al naso note delicate di frutta rossa fresca e spezie, al palato invece si apprezza la sua sapidità e freschezza. Prezzo medio al pubblico 12 euro circa.
  9. Arì – Tenute Mannino di Plachi. Le uve di Nerello Mascalese, varietà storica dell’Etna, sono coltivate dalla famiglia Mannino alle pendici del vulcano, nel comune di Castiglione di Sicilia. I vigneti, affondano le proprie radici su suoli sabbiosi e lavici, disposti su piccoli terrazzamenti e la raccolta si effettua manualmente. L’Etna Doc Rosato è un vino dal colore rosa tenue, con piacevoli sfumature corallo. Prezzo medio al pubblico 20/25 euro circa.
  10. Ondarosa – Amastuola. Chiudiamo la nostra selezione con la Puglia, regione storica per la produzione di vini rosati in Italia. L’etichetta scelta è Ondarosa di Amastuola, una produzione in regime biologico frutto di una lavorazione artigianale delle uve aglianico raccolte nelle ore notturne. Equilibrato e sapido, questo vino pugliese si presta bene ad abbinamenti con portate strutturate. Prezzo medio al pubblico 8 euro circa.